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Gps 2026, cambia la valutazione dei titoli: chi perderà punti in graduatoria

Дата публикации: 06-04-2026 06:00:05

Con una nota ministeriale si razionalizzano i criteri di valutazione dei titoli delle graduatorie docenti, eliminando alcune incoerenze

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La partita delle Graduatorie provinciali per le supplenze entra nel vivo e, come spesso accade, a fare la differenza sarà il punteggio. Il 30 marzo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato una nuova nota che interviene sulla valutazione dei titoli e dei servizi. Non si tratta di una rivoluzione, ma di una serie di chiarimenti che puntano a evitare errori e interpretazioni troppo elastiche.

Come cambia la valutazione dei titoli di servizio

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il servizio prestato senza il titolo di accesso. Secondo la nota quelle ore di docenza possono dare punteggio solo se, al momento della domanda, il docente possedeva il titolo richiesto per quella classe di concorso. In caso contrario, il rischio è quello di vedersi azzerare il punteggio relativo.

L’unica eccezione riguarda gli studenti di Scienze della formazione primaria, per i quali il servizio può essere considerato specifico solo in seconda fascia.

Sostegno ed educazione motoria: i casi più delicati

Tra i chiarimenti più attesi ci sono quelli relativi al posto su sostegno e all’educazione motoria nella primaria, due ambiti in cui negli ultimi anni si sono concentrate molte incertezze.

La nota precisa che il servizio sul sostegno, se svolto senza titolo valido neanche per il posto comune, non può essere valutato. Quindi, se un docente non aveva già maturato i crediti necessari per una specifica classe di concorso, non potrà far valutare neanche il servizio svolto su sostegno nel momento in cui si candida per la cattedra afferente al suo corso di studio. Allo stesso modo, per l’educazione motoria, eventuali titoli aggiuntivi vengono riconosciuti solo se non sono già stati utilizzati per ottenere l’abilitazione.

In termini più semplici: niente doppio conteggio e maggiore rigidità nei criteri.

Come vengono valutate le certificazioni

Altro capitolo cruciale è quello delle certificazioni, linguistiche e informatiche in primis. Il Ministero chiarisce che saranno considerate valide solo quelle rilasciate da enti riconosciuti al momento del conseguimento. Un dettaglio che può sembrare tecnico, ma che rischia di tagliare fuori molti titoli conseguiti negli anni.

Per quanto riguarda il Clil, la regola è ancora più stringente, in quanto deve essere stato rilasciato da un’università.

E sulle certificazioni informatiche resta il limite già noto: si può ottenere punteggio per una sola certificazione per ciascun ambito di riferimento. Se si conseguono sia l’Ecdl che l’Eipass, per esempio, ne verrà contato soltanto uno ai fini della graduatoria.

Quando il titolo estero permette davvero l’accesso in prima fascia

Un altro punto sensibile riguarda i titoli conseguiti all’estero. La nota chiarisce che l’inserimento in prima fascia è possibile solo dopo il riconoscimento ufficiale in Italia. Senza questo passaggio, si resta con riserva.

Inoltre, chi decide di rinunciare al riconoscimento per intraprendere percorsi alternativi – come i corsi di specializzazione sul sostegno – viene cancellato dalla graduatoria. Una scelta che quindi ha conseguenze immediate.

Stop alle doppie specializzazioni su classi di concorso accorpate

Arriva anche uno freno a una pratica che negli anni ha generato non poche polemiche. Nel caso di classi di concorso accorpate, non sarà possibile ottenere punteggio aggiuntivo per una seconda abilitazione se questa deriva dallo stesso percorso formativo. L’obiettivo è evitare duplicazioni e rendere più uniforme il sistema di valutazione.

Più controlli sui servizi dichiarati

Oltre ai criteri, si prospettano cambiamenti anche sul livello di attenzione sui controlli. I servizi indicati nelle domande saranno verificati attraverso controlli incrociati con i dati contrattuali effettivi. In caso di discrepanze, il punteggio potrà essere ridotto o annullato.

Un impatto concreto sulle graduatorie

Le nuove indicazioni arrivano in un momento cruciale, mentre si attende la pubblicazione delle graduatorie aggiornate. E il peso del punteggio non è solo teorico: incide direttamente sulle possibilità di ottenere incarichi e, quindi, sul reddito dei docenti. Un tema che si collega anche al rinnovo contrattuale del comparto scuola.

Non a caso, negli ultimi mesi si è parlato molto del nuovo accordo: dal rinnovo del Ccnl scuola che ha portato ad aumenti di stipendio per gli insegnanti.

Ricontrollare tutto e subito

Alla luce dei chiarimenti del Ministero, si consiglia agli aspiranti docenti di controllare con attenzione ogni voce inserita nella domanda.

Titoli non conformi, certificazioni non valide o servizi dichiarati in modo impreciso possono tradursi in una perdita di punti e quindi di posizioni in graduatoria. E nelle Gps, anche pochi punti possono cambiare tutto. E visto e considerato quanto costa scalare le graduatorie, rischiare di essere tagliati fuori diventa anche una perdita economica.

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