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Sciopero nazionale del 27 marzo, si fermano trasporti e scuola: città e orari

Дата публикации: 22-03-2026 16:07:19

Disagi previsti a Milano, Napoli e Roma per l'agitazione sindacale che coinvolge trasporti e istruzione. Ecco città e orari

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Venerdì 27 marzo 2026 l’Italia si prepara ad affrontare una giornata di mobilitazioni che colpiranno in modo trasversale il settore dei trasporti pubblici e il comparto della scuola. Lo sciopero, indetto da diverse sigle sindacali tra cui Ai Cobas e SISA, interesserà principalmente le grandi aree metropolitane come Milano, Napoli e Monza, oltre agli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

L’agitazione si inserisce in un mese di marzo particolarmente caldo. Chi dovrà spostarsi nelle aree urbane o chi ha figli in età scolare dovrà fare i conti con possibili disagi e cancellazioni per l’intera giornata.

Sciopero dei trasporti: fasce orarie e città

La mobilità locale torna a fermasi a marzo. La nuova data sul calendario è il 27 marzo, in particolare in Lombardia e in Campania. A Milano, i lavoratori del gruppo ATM incroceranno le braccia per 24 ore su iniziativa di Ai Cobas.

Il servizio sarà a rischio nelle fasce orarie:

  • dalle 8:45 alle 15:00;
  • dalle 18:00 fino a fine servizio.

Disagi simili si registreranno anche nell’area di Monza e Brianza sulla rete NET, con stop previsti dalle 9:00 alle 11:50 e dalle 14:50 a fine turno.

A Napoli, i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal hanno proclamato uno stop per i lavoratori di EAV dalle 19:00 alle 23:00. A Novara i dipendenti di SUN sciopereranno dalle 17:30 alle 21:30.

Sciopero scuola: stop per docenti, dirigenti e personale ATA

Il comparto dell’istruzione e della ricerca incrocerà le braccia per l’intera giornata del 27 marzo 2026, a seguito della proclamazione di uno sciopero nazionale indetto dal sindacato SISA (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente).

Lo sciopero coinvolge:

  • docenti;
  • dirigenti;
  • personale amministrativo;
  • personale tecnico e ausiliario (ATA).
Le ragioni dello sciopero: salari e riforme

Le motivazioni alla base della protesta del 27 marzo sono molteplici. In primo piano vi è la richiesta di un adeguamento salariale del 20% netto per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni, oltre alla creazione di un ruolo unico docente con parità di orario e stipendio dall’infanzia alle superiori.

Sul fronte del precariato, il sindacato richiede l’assunzione immediata ope legis su tutti i posti vacanti e disponibili per ogni ordine di scuola, inclusi i profili ATA, per garantire la piena funzionalità degli istituti.

Oltre agli aspetti economici, si chiede:

  • l’abolizione del concorso per Dirigenti Scolastici a favore di una figura elettiva scelta dal collegio docenti, su modello universitario;
  • l’introduzione dello studio delle lingue araba, russa e cinese nelle scuole secondarie superiori per favorire l’integrazione e la comprensione dei contesti globali;
  • l’introduzione del pensionamento volontario dal 2026/27 per il personale con invalidità civile superiore al 67% e almeno 30 anni di servizio, senza vincoli di età anagrafica;
  • la riduzione dei costi per i percorsi di specializzazione (TFA) presso le università, per non gravare economicamente su chi intende intraprendere la carriera d’insegnamento.
Sciopero della stampa

Infine si ferma la stampa, con lo sciopero nazionale dei giornalisti indetto dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana). La motivazione risiede nella “dignità di una professione essenziale per la tenuta democratica del Paese”.

Alla base della critica, il contratto di lavoro ormai scaduto da 10 anni e una gestione editoriale che investe sempre meno nei professionisti, ricorrendo allo sfruttamento di collaboratori a partita Iva pagati con compensi definiti “irrisori”.

La replica degli editori della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) non si è fatta attendere. Questi definiscono l’attuale contratto nazionale “gravato da privilegi non più sostenibili”.

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