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Stipendio supplenti in aumento a marzo con il rinnovo del Ccnl Istruzione

Дата публикации: 23-02-2026 07:27:34

A marzo 2026 l'aggiornamento stipendiale per i supplenti brevi: in arrivo aumenti e arretrati legati al rinnovo del Ccnl

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È confermato l’aumento riconosciuto ai supplenti in arrivo nel mese di marzo 2026. L’aggiornamento economico è una conseguenza dell’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Istruzione e Ricerca 2022-2024, che ha previsto incrementi stipendiali per tutto il personale scolastico, compreso quello precario.

A quali supplenti spetta l’aumento di marzo

A ricevere gli importi maggiorati saranno i supplenti con contratto breve e saltuario.

Si tratta di docenti e personale ATA che hanno svolto incarichi temporanei, spesso di durata limitata (per sostituzioni di pochi giorni o settimane), e che nei mesi precedenti non hanno ricevuto in busta paga gli adeguamenti economici previsti dal Ccnl Istruzione e Ricerca 2022-2024.

Ovviamente, il diritto è stato acquisito da chi ha prestato servizio nel periodo coperto dal Ccnl 2022-2024.

Per questa categoria, NoiPA ha previsto una lavorazione dedicata nel mese di marzo, proprio per garantire l’applicazione completa delle misure economiche stabilite dal contratto.

L’obiettivo è allineare anche i contratti più brevi agli aumenti tabellari e agli eventuali arretrati maturati negli anni di riferimento del rinnovo contrattuale. Si tratta dunque di un conguaglio, che riconosce gli importi maturati che non sono stati inclusi negli stipendi precedenti.

Quanto spetta ai docenti supplenti

Non esiste un importo fisso unico per tutti i supplenti brevi, perché il calcolo dello stipendio varia in base al profilo professionale (docente o Ata), ore di servizio effettive svolte, anzianità di servizio e fascia retributiva di riferimento.

In media, per i docenti supplenti l’aumento stipendiale tabellare va dai 120 a oltre 200 euro lordi mensili, a seconda della fascia di anzianità, come stabilito dal Ccnl.

Tali aumenti sono però proporzionali all’attività lavorativa effettivamente svolta. Infatti, l’aumento tabellare pieno si riferisce a una cattedra a orario intero (solitamente 18 ore settimanali per la secondaria o 22/24 per la primaria).

Se il contratto è per uno spezzone orario (es. 9 ore su 18), l’aumento sarà corrisposto al 50%. In generale, per conoscere l’importo specifico, si individua l’aumento previsto per lo specifico inquadramento, lo si divide per l’orario pieno e poi si moltiplica per le ore effettivamente contrattualizzate.

Lo stesso criterio, ovviamente, si segue per il calcolo degli arretrati contrattuali maturati dal 2022 al 2025, che saranno anch’essi accreditati, nei limiti del servizio effettivamente prestato.

Quanto spetta al personale Ata supplente

Il nuovo contratto collettivo ha aumentato anche gli stipendi Ata, seppur con importi medi generalmente inferiori rispetto ai docenti. L’adeguamento in questo caso varia da 80 a 150 euro lordi per un mese intero di servizio. E anche in questo caso il calcolo è proporzionato ai giorni lavorati.

Parte degli importi riconosciuti nel 2026 derivano dagli arretrati maturati negli anni precedenti, che saranno liquidati nella specifica emissione di marzo per i supplenti brevi.

Il riconoscimento completo di aumenti, arretrati e una tantum è subordinato alla corretta contabilizzazione del servizio svolto nei sistemi amministrativi (giustificativi, contratti corretti, codici di pagamento appropriati).

Per questo motivo sindacati come l’Anief invitano i supplenti a controllare attentamente i propri cedolini nei mesi di febbraio e marzo 2026 per verificare la corretta applicazione delle voci economiche spettanti.

Trattative in corso per il Ccnl 2025-2027

Con la conclusione pratica dell’applicazione economica del Ccnl 2022-24 per tutto il personale della scuola (ruolo, annuali e supplenti brevi) l’attenzione delle parti sociali è ora rivolta alla prossima stagione contrattuale, che riguarderà il triennio 2025-2027.

Negli ambienti sindacali e istituzionali si discute già di ulteriori aumenti stipendiali, di maggiori tutele per i lavoratori precari e di misure normative sul riconoscimento della carriera e del ruolo dei supplenti.

Anche per questo il buon esito delle lavorazioni di marzo 2026 sarà seguito con attenzione, perché costituirà un punto di partenza concreto per le trattative future.

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