Centoquaranta metri di lunghezza, 34 torri, oltre 1500 punti luce e 250mila spettatori attesi. Numeri da capogiro per ?Il giorno che aspettavo?, il concerto-evento con cui Ultimo si...
di Gabriele Ripandelli
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Centoquaranta metri di lunghezza, 34 torri, oltre 1500 punti luce e 250mila spettatori attesi. Numeri da capogiro per “Il giorno che aspettavo”, il concerto-evento con cui Ultimo si prepara a trasformare Tor Vergata in una nuova pagina della musica italiana. Il cantautore romano ha già raccontato la sua paura più grande: il giorno dopo il concerto dei record, quando l’impossibile sarà diventato reale. Un traguardo raggiunto attraverso l’ingenuità, la fedeltà al proprio pubblico e quel credere nelle favole che Niccolò Moriconi professa quasi come un mantra.
Nella storia recente dei grandi live italiani ci sarà inevitabilmente un prima e un dopo Tor Vergata. Il concerto del 4 luglio segnerà un passaggio simbolico fortissimo: da Vasco Rossi a Ultimo, da una generazione all’altra, dal mito del rocker capace di radunare un popolo alla favola del ragazzo cresciuto con le sue canzoni davanti a un pubblico sempre più grande. Vediamo chi, prima di lui, era stato in grado di totalizzare l’amore del pubblico e realizzare giornate rimaste nella memoria collettiva.