Ci sono due modi di stare al mondo quando si hanno vent’anni e il talento per volare. Il primo è cercare di piacere a tutti, inseguendo un’idea di perfezione che spesso esiste soltanto negli occhi di chi guarda. Il secondo […]
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Nessuna replica ai messaggi ostili, parlano i fatti: la campionessa delle Fiamme Oro trasforma i pregiudizi sulla sua fisicità nel motore dei suoi successi
Ci sono due modi di stare al mondo quando si hanno vent’anni e il talento per volare. Il primo è cercare di piacere a tutti, inseguendo un’idea di perfezione che spesso esiste soltanto negli occhi di chi guarda. Il secondo è scendere in gara, concentrarsi sull’esecuzione e lasciare che sia il punteggio a parlare. Ha scelto la seconda strada Manila Esposito, atleta azzurra di ginnastica artistica, che ha appena concluso gli Europei a Zagabria con uno straordinario trionfo sportivo conquistando tre nuovi podi: l’oro nel corpo libero e due argenti, rispettivamente alla trave e nel concorso a squadre.

Ma il successo sportivo non sembra essere abbastanza per alcuni: accanto agli applausi per questi risultati, contro l’atleta azzurra, che ha arricchito un palmarès eccezionale di 13 medaglie continentali in carriera, si sono purtroppo sollevati sui social network diversi commenti non richiesti sulla forma fisica, con le consuete accuse di non rientrare nei canoni tradizionali della ginnastica. La reazione della giovanissima atleta, tuttavia, non è arrivata attraverso uno schermo. Niente repliche stizzite, nessun botta e risposta nelle chat. Solo i fatti: i punteggi e le medaglie ottenute in pedana.
Il verdetto delle gareIl campo ha dato il suo giudizio definitivo. Tra le rotazioni e la musica del corpo libero, è arrivato il gradino più alto del podio, accompagnato da due secondi posti ottenuti sulla trave e nella prova collettiva insieme alle compagne di squadra. Ma, a riflettori spenti, è arrivata anche la presa di posizione dei vertici federali.
L’atleta azzurra risponde con tre medaglie agli attacchi social sul suo aspetto fisico. (Getty Images)
Andrea Facci, alla guida della Federginnastica, ha spiegato di aver scelto il silenzio per tutta la durata dell’evento, così da garantire tranquillità alla delegazione. Terminata la competizione, però, la riflessione del dirigente si è concentrata sulla tutela dei tesserati più giovani. Se da un lato l’esperienza e il carattere permettono ai campioni affermati di superare gli attacchi gratuiti, dall’altro resta aperta la questione di come frenare la leggerezza con cui si lanciano giudizi in rete, prima che finiscano per condizionare la crescita psicologica delle nuove generazioni. Una sfida che si vince anche come ha fatto Manila Esposito.
La lezione che va oltre lo sportNella sua risposta, infatti, data attraverso le medaglie al collo, c’è la sintesi di un messaggio che travalica i confini della ginnastica. Manila Esposito con il suo gesto ha detto, semplicemente, che la vera vittoria non sta nel convincere chi giudica dietro uno schermo, ma nel rivendicare la propria identità con orgoglio. Il suo corpo non è un modello da correggere per compiacere uno standard, ma lo strumento con cui ha costruito ogni singolo successo. Un esempio di forza e di libertà, dentro e fuori dal campo di gara.
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