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REPORT ECLISSE DI SOLE 2026

Дата публикации: 17-08-2026 16:49:12

La sera del 12 agosto 2026 l’ombra della Luna ha attraversato l’Europa per la prima volta dal 1999, producendo un’eclissi totale osservabile prevalentemente dall’Islanda e dalla Spagna. Milioni di persone hanno assistito alla spettacolare totalità, molte altre in Europa, Italia compresa, hanno potuto assistere ad un suggestivo tramonto del SoleLeggi tutto

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La fascia di totalità. In nero, il punto di osservazione del team OACC. (fonte: timeanddate.com)

La sera del 12 agosto 2026 l’ombra della Luna ha attraversato l’Europa per la prima volta dal 1999, producendo un’eclissi totale osservabile prevalentemente dall’Islanda e dalla Spagna. Milioni di persone hanno assistito alla spettacolare totalità, molte altre in Europa, Italia compresa, hanno potuto assistere ad un suggestivo tramonto del Sole eclissato solo parzialmente.

I nostri ricercatori Aldo Zapparata  e Giovanni Isopi  si sono uniti al mezzo milione di persone che si sono spostate nel centro della Spagna per poter osservare la totalità. Dopo un’attenta analisi prima delle statistiche meteo, poi dei modelli meteorologici a breve termine, sono stati selezionati vari siti osservativi. Il punto di osservazione finale è stato il castello di Monzon De Campos, un piccolo paese poco a sud di Burgos e Leon. In quel sito, la durata della totalità era di un minuto e quarantaquattro secondi, appena sei secondi in meno del massimo osservabile dall’Europa continentale.

Il team dell’osservatorio ha effettuato le riprese con diversi strumenti: un rifrattore 240mm f/5.6  con ASI 071 MC  per la ripresa HDR della corona, una Nikon D5600 con obiettivo 25 mm per realizzare il video della totalità e un’ulteriore camera  ASI 290  su mini-rifrattore 30mm f/4.5  per realizzare un’ulteriore ripresa della corona solare.

Il team OACC: da sinistra, A. Zapparata, G. Isopi. A destra, F. Maio dell’Osservatorio di Arcetri che si è unito alla spedizione.

La spedizione aveva lo scopo principale di osservare la corona solare fino ai suoi strati più esterni, in modo da rilevare gli “streamers” coronali  che dalla fotosfera solare si espandono per milioni di kilometri. Lo studio della corona è estremamente attuale nel campo dell’eliofisica, dato che è ancora un mistero il motivo per cui la sua temperatura, superiore a un milione di gradi, sia così alta rispetto alla fotosfera solare, di “soli” 5.600 gradi. Osservazioni delle eclissi di questo genere forniscono dati preziosi che possono essere utilizzati per raffinare i modelli teorici che, a loro volta, possono essere utilizzati per prevedere il cosiddetto “meteo spaziale”, o “spaceweather”.

Le riprese hanno seguito l’intera fase di parzialità e la totalità. Poco prima della parzialità, è stato visibile l’effetto “anello di diamante”, in cui si inizia ad intravedere la corona appena prima della scomparsa totale del Sole dietro il disco lunare.

Diamond ring ripreso con la ASI 071. Esposizione 0.5ms

Successivamente, nei pochi secondi prima della totalità, sono stati osservati i grani di Baily, macchie luminose dovute alla luce solare che filtra tra le montagne e le valli lunari. Nel frattempo, è diventata visibile la cromosfera solare, solitamente osservabile tramite specifici filtri in banda idrogeno alfa, che invece è diventata addirittura visibile ad occhio nudo. La protuberanza più vistosa era facilmente visibile ad occhio nudo come un punto rosso intenso sul lato Est del disco solare.

La corona solare si è rivelata molto attiva e intricata,  come prevedibile vista la fase di massimo solare in cui ci troviamo. Nell’immagine allegata si osserva la struttura della corona interna, con i cosiddetti “streamers” coronali che si estendono fino a diversi raggi solari di distanza dal disco oscurato. Al centro, è debolmente visibile la luce cinerea, ovvero la Luna illuminata “chiaro di Terra”. Un eventuale abitante del lato visibile della Luna, guardando in cielo, avrebbe visto la Terra “piena”.

Immagine HDR della corona, realizzata con il rifrattore + ASI 071 ed esposizioni tra 0.5ms e 2s.

In tutto sono stati raccolti oltre 100 gigabyte di immagini, che verranno analizzate opportunamente nel corso delle prossime settimane. Al momento pubblichiamo delle immagini preliminari che non raccolgono ancora tutti i dati realmente catturati. Per questa ragione, restate in ascolto per successivi sviluppi!

La prossima eclissi totale visibile dall’Europa avverrà tra meno di un anno, il 2 agosto 2027 e il team dell’OACC sta già pianificando la i dettagli della spedizione, con lo scopo di produrre migliori immagini scientifiche sfruttando la maggiore durata e la più elevata altezza sull’orizzonte.

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