«Operazione Vivaldi». È questo il nome scelto dall?esercito ucraino per la nuova offensiva lanciata nella regione del Donbass. Un?operazione che ha portato Kiev a...
«Operazione Vivaldi». È questo il nome scelto dall’esercito ucraino per la nuova offensiva lanciata nella regione del Donbass. Un’operazione che ha portato Kiev a riconquistare terreno. «Vivaldi continua e sta prendendo slancio. Il Terzo Corpo d’armata ha liberato Shandrygolovye e Derylovye e ha stabilito il pieno controllo di Drobyshevye, restituendo all’Ucraina 125 chilometri quadrati di territorio, di cui 50 sono stati liberati», annunciava due giorni fa il comandante Andriy Biletsky. «Altri 800 soldati nemici sono stati eliminati - ha aggiunto - Le perdite totali della Federazione russa per entrambe le stagioni superano le 3.000 persone». L’efficacia dell’operazione, secondo quanto riporta “Defense Express”, è il risultato di una nuova strategia: il primo dispiegamento al mondo di veicoli terrestri senza pilota kamikaze oltre dieci chilometri dietro le linee russe. Attacchi coordinati a misure di difesa aerea e di guerra elettronica volte a impedire ai droni di ricognizione russi di rilevare l’avanzata ucraina.
«Tattica marsupiale»Biletskyi afferma che il Corpo d’armata da lui comandato è il primo al mondo a impiegare sistemi robotici terrestri per via aerea: «I droni bombardieri pesanti sono stati utilizzati per trasportare veicoli terrestri kamikaze che si sono insinuati oltre lo schieramento russo», sottolinea. Una metodologia già testata in precedenza e ora in fase di sviluppo. Ad agosto un drone ucraino ha consegnato un sistema robotico terrestre ARK-1 in profondità dietro le linee russe, in quella che è stata descritta come una nuova «tattica marsupiale» nella quale un sistema senza pilota ne trasporta e rilascia un altro. Il Terzo Corpo d’armata rileva che l’Operazione Vivaldi ha segnato il primo utilizzo di questo approccio su una distanza superiore a dieci chilometri. Utilizzando la seguente tattica: droni e sistemi robotici terrestri precedono la fanteria ucraina durante gli assalti, preparando il terreno. Durante la seconda fase dell’Operazione Vivaldi, le unità ucraine hanno anche utilizzato sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica per neutralizzare i droni di ricognizione russi e impedire loro di individuare il piano dell’offensiva.
Gli obiettiviSecondo quanto riferito dal Corpo d’armata, artiglieria e sistemi senza pilota hanno preso di mira simultaneamente posti di comando russi, centri di comunicazione, strutture logistiche, valichi di frontiera e riserve.
L’impiego di droni pesanti come vettori per robot terrestri potrebbe consentire alle forze di Kiev di aggirare terreni che altrimenti impedirebbero ai veicoli terrestri senza pilota (UGV) di raggiungere le aree operative previste. Tuttavia, questa tattica presenta ancora notevoli limitazioni pratiche. Viktor Pavlov, ufficiale del battaglione di sistemi robotici terrestri della Terza Brigata d’assalto, ha spiegato a RBC-Ucraina che i principali vincoli sono la capacità di carico utile del drone vettore e la difficoltà di dispiegare in sicurezza il robot terrestre. Il drone vettore deve infatti scendere a un’altitudine sufficientemente bassa per rilasciare il veicolo terrestre senza pilota, il che può esporlo a problemi legati al terreno e interrompere le comunicazioni. Pavlov ha definito la tattica «più una soluzione mirata che un metodo sistematico, almeno per il momento». Può rivelarsi particolarmente utile quando un robot terrestre deve superare un ostacolo come un fiume, una palude o una fitta foresta che non può attraversare autonomamente.
Terra di nessunoIn base alle informazioni rese note, le forze ucraine al comando del Terzo Corpo d’armata stanno conducendo una serie di contrattacchi a nord della città di Lyman. «Questa operazione viene condotta in condizioni di massimo silenzio informativo. Circolano molte teorie secondo le quali l’obiettivo finale dell’operazione è raggiungere le rive del fiume Chornyi Zherebets. Ma la nostra operazione si chiama Vivaldi. E Vivaldi, come sappiamo, ha quattro stagioni», asserisce Biletskyi, sottintendendo che quella attuale è «solamente la prima stagione». Nonostante l’avanzata complessiva russa abbia subito un rallentamento nel corso del 2026, le sue forze stanno esercitando pressione sulle città del sud e, parallelamente, si stanno infiltrando sempre più nella città orientale di Kostiantynivka. Al momento, tuttavia, come sottolinea Reuters, non è possibile determinare in modo indipendente le linee di controllo territoriale in Ucraina, dal momento che la guerra con i droni ha creato «un’ampia zona di morte di terra di nessuno» lungo il fronte.
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