Il paragone condanna già il tecnico portoghese rispetto alla precedente gestione: ecco le statistiche che inchiodano il ruolino di marcia dell'ex Manchester United
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"Creiamo poche opportunità e non riempiamo l'area di rigore", parola di Ruben Amorim. È solo un'estrema sintesi di ciò che è stata la sfida Milan-Benfica, passata alla storia come la prima sconfitta dei rossoneri contro la formazione lusitana a San Siro, ma anche la cartina di tornasole di un avvio di stagione che porta con sé ancora più interrogativi che certezze. E dopo il primo ko dell'annata 2026/27, si sprecano già i paragoni con la precedente gestione targata Massimiliano Allegri. E i numeri, come spesso accade, non lasciano spazio a dubbi.
Il bilancio, per Amorim, sembra essere già impietoso, se confrontato con quanto fatto in avvio di campionato dal Milan di Allegri edizione 2025/26. Un anno fa, infatti, nelle prime cinque partite della gestione Allegri, senza competizioni europee, erano arrivati ben 12 punti, a fronte di quattro vittorie e una sconfitta, caratterizzate da nove gol fatti e appena due subiti. Una squadra, peraltro, capace di inanellare successivamente 24 risultati utili consecutivi, prima del calo nel girone di ritorno e della mancata qualificazione in Champions League. Con il manager portoghese, Europa League inclusa, sono stati messi a referto due successi e due pareggi, più il ko in campo internazionale. In totale, sono sette le reti realizzate e sei quelle subite: 8 punti in Serie A, zero in Europa dopo 90 minuti. Nel medesimo arco temporale, Allegri sfidò Cremonese, Lecce, Bologna, Udinese e Napoli (tre su cinque a San Siro), mentre Amorim ha finora affrontato Torino, Venezia, Juventus, Lazio e Benfica (tre su cinque in trasferta).