La sentenza ha dichiarato i Citizens colpevoli di 114 violazioni su 115. E 4 club inglesi sono pronti anche a fare causa
Il conto potrebbe essere enorme. Non soltanto in sterline, ma soprattutto in trofei, punti, classifiche e reputazione. Il Manchester City è stato giudicato colpevole per 114 delle 115 violazioni finanziarie contestate dalla Premier League e adesso entra in un territorio mai esplorato dal calcio inglese. La sentenza c'è, la sanzione ancora no. E proprio questo apre il capitolo più delicato: il City rischia una pesante penalizzazione in punti, la retrocessione, fino all'ipotesi estrema dell'esclusione dalla Premier League. Sullo sfondo, persino la possibilità che alcuni titoli vengano revocati e che i rivali presentino richieste di risarcimento milionarie. È una storia cominciata quasi un decennio fa e diventata nel tempo una delle più grandi battaglie giudiziarie nella storia del calcio inglese. Le accuse, inizialmente 115 e poi salite a 130, riguardano soprattutto le stagioni dal 2009 al 2018 per la parte relativa alla rendicontazione finanziaria, mentre altre contestazioni arrivano fino al 2022-23.
Il cuore della vicenda affonda nelle rivelazioni di Football Leaks. Nel 2015 milioni di documenti privati vengono sottratti e pubblicati, facendo emergere materiale sui conti e sugli accordi dei grandi club europei. Le successive rivelazioni sul City spingono la Uefa a riaprire il dossier: nel 2014 aveva già contestato al club violazioni del Financial Fair Play, con una multa da 20 milioni di euro. Nel 2020 arriva una squalifica di due anni dalle competizioni europee e una multa da 30 milioni, poi cancellate dal Tas. Nel frattempo, la Premier League aveva aperto una propria, riservatissima inchiesta. Nel febbraio 2023 arrivano le accuse: otto anni di attesa per arrivare a un verdetto che ora rischia di trasformare la storia recente del Manchester City in un gigantesco punto interrogativo. Perché negli anni finiti sotto esame il City ha costruito una parte fondamentale della propria leggenda. Dal 2009-10 al 2022-23 ha conquistato sette Premier League, una Champions, tre FA Cup e sei League Cup. E proprio alcuni di quei trofei cadono dentro il periodo delle presunte violazioni.
City, ora cosa succedeAdesso il procedimento entra nella seconda fase. Una commissione indipendente dovrà stabilire le sanzioni, ascoltando Premier League e Manchester City. Solo dopo arriverà la decisione definitiva, contro la quale entrambe le parti potranno eventualmente ricorrere. Il rischio più concreto non è soltanto sportivo. Quattro club – Arsenal, Liverpool, Manchester United e Tottenham – hanno già notificato al City nel 2024 la possibilità di chiedere un risarcimento. Secondo il Times, alcune stime interne supererebbero i 100 milioni di sterline per club, legate ai mancati introiti derivanti soprattutto dalla Champions League. Esiste inoltre un precedente: Everton è stato condannato a pagare quasi 40 milioni al Burnley dopo che una commissione aveva riconosciuto un vantaggio sportivo derivante dalla violazione delle regole finanziarie. Il City, però, non arretra. Sostiene che il procedimento sia ancora formalmente in corso e rivendica di aver rispettato il giusto processo, confidando in un'autorità "indipendente, imparziale ed equilibrata"