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Recensione FairPhone 6+: sostenibile ed equo, senza tanti giri di parole

Дата публикации: 07-10-2026 09:30:35


La nostra recensione di Fairphone 6 Plus, uno smartphone sostenibile per l'ambiente e anche per chi lo compra
L'articolo Recensione FairPhone 6+: sostenibile ed equo, senza tanti giri di parole proviene da TuttoAndroid.


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Ogni tanto sul nostro banco di prova arriva uno smartphone che non si può giudicare con il solito metro, e Fairphone 6+ è esattamente uno di questi. Nasce con un’idea chiara in testa: essere il telefono più sostenibile possibile, per l’ambiente, per chi lo produce e anche per chi lo compra. Non è però un giocattolo per attivisti climatici, e lo si capisce subito dalla pagina di presentazione sul sito ufficiale, dove i temi etici sono relegati in fondo mentre in cima ci sono hardware, costruzione e possibilità d’uso. Il messaggio è chiaro: va bene il medio gamma, ma deve reggere il confronto con quello che il mercato propone oggi.

Rispetto a Fairphone 6 dello scorso anno le novità sono due, Snapdragon 7s Gen 4 e 12 GB di RAM, ma la vera particolarità della nostra unità sta nel software. Abbiamo provato la versione con /e/OS di Murena, un Android senza servizi Google costruito attorno alla privacy e alla conservazione dei dati in locale. Un telefono che si smonta con un giravite, un sistema operativo che blocca i tracker ed è ostinatamente attento alla privacy: c’è parecchio da raccontare. mettetevi comodi.

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Video recensione di Fairphone 6+

Due versioni: Fairphone OS o /e/OS di Murena

Fairphone 6+ si compra in due varianti che condividono per intero l’hardware e differiscono solo per il software. Quella standard monta Fairphone OS, un Android 16 quasi stock con la suite di Google, l’app My Fairphone e nient’altro; quella che abbiamo provato noi monta /e/OS di Murena, società europea che ha costruito una versione di Android liberata da Google, con i dati che restano sul telefono e un sistema di blocco dei tracker integrato. Costa 50 euro in più e più avanti vi spieghiamo nel dettaglio come funziona, perché merita un capitolo a parte.

Murena e/OS

Un dettaglio utile da sapere: le due versioni sono interscambiabili. Chi compra il modello con /e/OS può in seguito riportarlo a Fairphone OS. Noi non l’abbiamo fatto, e non ci è chiaro se sia possibile anche il percorso inverso, ma è una libertà in più che pochi produttori concedono. Diciamo che se scegliete Murena lo fate perché avete esigenze precise; in tutti gli altri casi la versione standard è la scelta più semplice e, come vedremo, probabilmente anche la più fluida.

Sul supporto software Fairphone promette almeno sei major update di Android e sette anni di aggiornamenti complessivi, fino a giugno 2033, con patch mensili per i primi anni e poi bimestrali. Per la variante Murena non abbiamo un dato ufficiale altrettanto preciso, ma riteniamo che i tempi siano comparabili. Di questi tempi, con i prezzi della tecnologia che salgono e la qualità che non sempre li segue, l’idea di comprare un telefono da tenere sei o sette anni sostituendo al bisogno i pezzi critici ha un senso molto concreto. Ci resta un dubbio, ed è sempre lo stesso: l’unico componente che non si può cambiare è il SoC, un chip di fascia media, e come si comporterà tra cinque o sei anni con app e sistema operativo più esigenti è tutto da vedere.

Fairphone 6+ accessorio portacarte

Qualità costruttiva, design e riparabilità

Fairphone 6+ è un mattoncino in policarbonato con la scocca posteriore apribile, 9,6 mm di spessore e 193 grammi di peso. Non è sottile e non è leggero, ma sta in mano con una certa solidità e ha un aspetto diverso dal solito che, vi diciamo la verità, a noi piace. Le colorazioni sono tre, Blu Cobalto, Verde Foresta e Nero Orizzonte, la cover posteriore si può cambiare e sul retro trovano posto anche piccoli accessori modulari come un portacarte, un anello per le dita o un laccetto. Un’idea simpatica, che sfrutta la modularità anche in senso estetico.

La resistenza a polvere e liquidi si ferma a IP55, quindi schizzi e pioggia sì, immersioni no: è il prezzo di una scocca che si apre senza colle né guarnizioni sigillate. In compenso c’è la certificazione militare MIL-STD-810H, per cui alle cadute regge meglio di quanto l’aspetto lascerebbe pensare, e la garanzia è di cinque anni.

Il display è un LTPO AMOLED da 6,31 pollici, FullHD+ a 120 Hz con HDR10, PWM dimming fino a 1440 Hz, picco di 1400 nit e Gorilla Glass 7i a proteggerlo. È di buona qualità e leggibile all’aperto, e su un telefono nato con priorità completamente diverse lo consideriamo un piccolo lusso. Peccato per le cornici, decisamente spesse e un po’ anacronistiche anche per la fascia media Android.

Fairphone 6+ schermo

Il punto però è un altro, ed è la riparabilità. Fairphone 6+ è l’unico smartphone sul mercato che si può riparare davvero in autonomia: si apre con un normale giravite, non ci sono adesivi da scaldare né cavi nascosti, e sono dodici i componenti che potete sostituire da soli, dal display alla batteria, dalle fotocamere alla porta USB-C, fino alla capsula auricolare e alle cover. Fairphone accompagna il tutto con tutorial video passo passo e iFixit ha assegnato a Fairphone 6, con cui il 6+ condivide la struttura, un punteggio di riparabilità di 10 su 10. Cambiare un display su un qualunque altro smartphone, facendo un lavoro fatto bene e da soli, è praticamente impossibile, al di là del costo.

Pezzi di ricambio: prezzi modici e un giravite

Il bello è che i ricambi originali costano poco. Sullo shop ufficiale i pezzi sono elencati sotto Fairphone (Gen. 6), con cui il 6+ condivide praticamente tutto tranne la scheda madre: la batteria costa 39,95 euro, il display 89,95, la fotocamera principale 69,95, l’ultra grandangolare 44,95, la fotocamera frontale 34,95, la porta USB-C 19,95, la capsula auricolare 19,95, le cover posteriori tra 9,95 e 14,95 euro e il carrellino SIM 7,95. Ci sono persino le viti di ricambio a 7,95 euro, per chi ne perde una in mezzo a una riparazione. Provate a chiedere quanto costa cambiare uno schermo su qualsiasi altro smartphone, ammesso che possiate farlo voi: il confronto non regge. La disponibilità dei ricambi è garantita fino al 2033, in linea con il supporto software.

Fairphone (Gen. 6)
Costruito per durare Progettato per la longevità con hardware modulare e riparabile e supporto software a lungo termine, perché più a lungo dura il tuo telefono, minore è il suo impatto.
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I materiali riciclati includono: Alluminio, Rame, Acciaio, Stagno, Indio, Magnesio, Nichel, Plastiche, Terre rare, Zinco.
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Investire nel Pianeta Compensiamo le emissioni rimanenti del Fairphone 6 sostenendo progetti climatici Gold Standard che riducono la CO₂ e aiutano le comunità locali a prosperare.

Come va nel quotidiano

La scheda tecnica lo inquadra come un medio gamma senza sorprese: Snapdragon 7s Gen 4, 12 GB di RAM LPDDR5, 256 GB di memoria interna espandibile con microSD fino a 2 TB. La connettività è piuttosto completa, con 5G (senza le mmWave), Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.4, NFC per i pagamenti, doppio slot con nanoSIM ed eSIM e localizzazione satellitare con GPS, Galileo, GLONASS e BeiDou. La porta USB-C è di tipo 2.0, quindi niente uscita video, e non manca nessuno dei sensori di contorno che ci si aspetta, dal giroscopio al magnetometro. Il lettore di impronte è integrato nel tasto di accensione, è veloce e affidabile, ed è affiancato dallo sblocco con il volto.

Ora, il nostro cruccio durante la prova è stato capire da dove arrivino le incertezze prestazionali. Perché qualche bel lag questo telefono lo mostra, e in generale non è mai troppo fluido, soprattutto nelle transizioni e con le app più pesanti. Ci siamo informati e nelle recensioni della versione standard nessuno si lamenta delle prestazioni, per cui riteniamo che il problema sia /e/OS, meno ottimizzato rispetto all’Android curato direttamente da Fairphone. È un’ipotesi, non una certezza, ma è coerente con quello che abbiamo visto. Nel dubbio, se la fluidità è una priorità, la versione con Fairphone OS è la scelta più sicura.

Un difetto evidente è invece l’audio: lo stereo c’è, ma il suono è sbilanciato verso lo speaker in basso e non è nemmeno troppo corposo. Il feedback aptico è un po’ trascinato e leggerino. Nel complesso, al netto dei lag di cui sopra, lo giudichiamo un buon telefono di fascia media.

C’è poi il tastone giallo sul fianco, che in realtà è uno slider molto comodo da azionare e si può personalizzare in diversi modi: modalità silenziosa, torcia, passaggio da tema chiaro a scuro, disattivazione di microfono e fotocamera. La funzione più interessante però è Fairphone Moments, una via di mezzo tra le Modalità di Samsung e Full immersion di Apple. Si creano profili come “quality time”, si decide quali contatti possono disturbare, quali app possono generare notifiche, quali restano accessibili, e si personalizza anche lo sfondo. È una bella cosa, anche se bisogna un po’ forzarsi a usarla per disintossicarsi dall’uso massiccio dello smartphone che facciamo tutti, ed è una delle pochissime funzioni software condivise tra /e/OS e Fairphone OS.

Fotocamere

Le fotocamere sono due sul retro e una davanti: la principale da 50 megapixel con sensore Sony LYT-700C e stabilizzazione ottica, l’ultra grandangolare da 13 megapixel con sensore OmniVision e la frontale da 32 megapixel. I video arrivano al 4K a 30 fps.

Il comparto può contare sostanzialmente sulla principale, che è di buona qualità purché non abbiate grandi pretese. È il classico telefono di fascia media da usare per le foto ricordo e per i social: fa il suo, con colori corretti e una buona resa quando c’è luce, ma non aspettatevi prestazioni da camera phone, e l’ultra grandangolare fa quel che può. È evidente che non sia un prodotto pensato per chi vuole fare foto e video, e chi ha questa priorità dovrà accontentarsi.

Un pensiero ci è venuto proprio guardando la modularità: sarebbe bello se in futuro Fairphone permettesse di fare un upgrade del solo modulo fotografico, pagando qualcosa in più per un sensore migliore. Dato che le fotocamere sono già componenti sostituibili, la strada è aperta.

L’app fotocamera è quella di Fairphone su entrambe le versioni, quindi non ci sono differenze nell’esperienza di scatto. Su /e/OS, la prima volta che la aprite, il sistema vi chiede di sbloccare l’accesso a microfono e fotocamera, che di base sono bloccati: fa parte della filosofia di cui parliamo tra poco.

Batteria e autonomia

La batteria da 4415 mAh non è enorme, ed è una conseguenza diretta del fatto che si può togliere e rimettere: una cella rimovibile occupa più spazio di una incollata e Fairphone ha scelto di non gonfiare le dimensioni del telefono. Nei nostri test siamo arrivati a poco meno di 5 ore di schermo attivo, il che vi consente di arrivare a sera più o meno stiracchiati con un uso medio. Non è un battery phone, e chi macina ore di social e navigazione sotto rete dati farà bene a tenere un caricatore a portata di mano.

C’è però un ragionamento da fare. Se fosse un telefono con batteria sigillata vi diremmo che non ci siamo del tutto, perché oggi è nuova, ma tra un paio d’anni, con il fisiologico degrado, arrivare a sera diventerebbe un problema. Qui invece la batteria si sostituisce con 39,95 euro e cinque minuti di giravite, e il problema nel lungo periodo semplicemente non si pone. La ricarica è a 30 W via cavo, sufficiente ma non tra le più rapide, e manca la ricarica wireless, come è lecito aspettarsi da una scocca apribile.

/e/OS di Murena: come funziona

Arriviamo al capitolo più particolare. /e/OS è una versione custom di Android, nel nostro caso Android 16 con la release 4.2 del sistema Murena, e va in due direzioni: la privacy da una parte e la de-googlizzazione dall’altra.

Sul secondo fronte abbiamo un Android pulito, senza praticamente nessun servizio di Google preinstallato, cosa impossibile da trovare altrove. Ricorda per certi versi gli smartphone Huawei, ma con una differenza sostanziale: lì trovate gli HMS, cioè i servizi alternativi di Huawei, e non sapete che fine facciano davvero i vostri dati; qui non c’è niente. È un grande pro ma anche un contro, perché di fatto vi ritrovate in mano un telefono vuoto.

Per riempirlo c’è App Lounge, uno store alternativo al Play Store che a ogni ricerca vi propone tre categorie. La prima sono le app del Play Store vero e proprio: per accedervi bisogna installare microG, un’alternativa open source ai Play Services, e nel nostro caso effettuare il login con l’account Google; le app non si scaricano direttamente da Google, ma i link portano di fatto ai pacchetti del Play Store, un po’ come succede con Aurora Store sugli Huawei. La seconda categoria sono le app open source, raccolte e mantenute aggiornate dallo store: cose come OpenMultiMaps o PocketMaps che noi personalmente non conoscevamo, ed è comodo trovarle già lì quando si cerca un’alternativa libera. Open source non vuol dire per forza innocuo, ma essendo il codice controllabile da chiunque è raro che venga usato per scopi loschi. La terza categoria sono le versioni web dei servizi, Google Maps dal browser per fare un esempio, per chi non vuole installare nulla.

Le app preinstallate sono poche: attività, calcolatrice, calendario, contatti, file, galleria e Murena Workspace, cioè le alternative di Murena ai servizi Google. Non mandano i vostri dati all’esterno e si appoggiano a uno spazio cloud sicuro ma molto limitato, un solo gigabyte. I piani a pagamento sono poco concorrenziali: 20 GB a 2 euro al mese quando Google a quella cifra ne dà 100, 64 GB attorno ai 3-4 euro, 128 GB a 6 euro. Murena però è trasparente e lo spiega chiaramente: non vendendo i dati a terzi, per sopravvivere vende questi servizi, e chi crede nel progetto fa questo sforzo in cambio della certezza che i propri dati restino al sicuro. Ci sono anche alternative a Google Documenti e alla suite Microsoft, che non sono al livello di un Word ma permettono almeno di aprire file docx e xlsx. Il vero difetto di tutto l’insieme è l’interfaccia grafica, veramente basilare: l’app mappe in particolare è inguardabile, e crediamo che basterebbero poche ore di lavoro di uno sviluppatore per sistemare la parte estetica.

Il capitolo privacy è quello che ci ha convinto di più. Nelle impostazioni, che per il resto sono quelle di Android, c’è una voce chiamata Advanced Privacy che Murena chiama, non a torto, il muro della vergogna: espone tutte le fughe di dati bloccate dal sistema. Nel nostro caso 122 negli ultimi 30 giorni, con statistiche, elenco delle app che hanno provato a mandare dati all’esterno (Chrome, Facebook, YouTube, qualche gioco, ma anche il browser preinstallato e Google News) e i tracker rilevati, Google Tag, Analytics, Adometry e compagnia, con l’indicazione di quale app li contiene. Con uno switch si blocca l’accesso alla posizione e con un altro si espone verso l’esterno un indirizzo IP fittizio, per evitare anche il tracciamento dell’IP.

Ci sono poi un gestore di password che le salva in locale, Trust, un’app che controlla l’integrità hardware del telefono e lo stato delle patch di sicurezza e può bloccare l’accesso via USB e l’invio di SMS, e OpenKeychain, per generare chiavi pubbliche e private con cui cifrare file, documenti ed email. Alla sinistra della home, al posto di Google Discover che sarebbe stato un controsenso, trovate le app rapide, il cloud Murena e il widget di Advanced Privacy per tenere tutto sotto controllo.

Prezzi: perché costa più degli altri

Fairphone 6+ costa 649 euro nella versione con Fairphone OS e 699 euro con /e/OS di Murena, in entrambi i casi nell’unico taglio da 12/256 GB. Sono 50 euro in più rispetto a Fairphone 6 al lancio, giustificati da RAM e processore aggiornati, e sono prezzi oggettivamente alti rispetto a quello che si può comprare nel mondo Android a parità di qualità: sulla fascia media, con 350 o 400 euro, portate a casa un telefono più o meno equivalente e risparmiate un pochetto.

Ci sono però diverse cose da mettere sul piatto. Questo è un telefono nato per essere sostenibile per l’ambiente, per le persone che lo costruiscono e per chi lo compra, che potrà tenerlo per anni sostituendo con poco i componenti critici. Fairphone spiega per filo e per segno quali scelte fa per renderlo equo, e quelle scelte hanno un costo: salari dignitosi lungo la catena di fornitura, almeno il 50% di materiali riciclati o di provenienza equa, energia rinnovabile in produzione e compensazione delle emissioni restanti. Un telefono che si smonta con un giravite non esce da una catena di montaggio standard e richiede un assemblaggio diverso. Aggiungeteci cinque anni di garanzia, sette di supporto software e ricambi a listino fino al 2033 e il conto, spalmato sugli anni, cambia parecchio rispetto al prezzo di cartellino.

Se poi scegliete la versione con /e/OS avete in mano un unicum nel mondo degli smartphone, ma va acquistata con grande consapevolezza di quello che state comprando, perché i compromessi ci sono e li avete letti.

Conclusioni

Siamo alle battute finali della recensione di Fairphone 6+, un telefono che abbiamo provato volentieri e che ci ha lasciato più domande interessanti che risposte definitive. L’hardware è quello di un buon medio gamma, con un display ottimo, un design che a noi piace e una serie di piccole sbavature (cornici, audio, autonomia giusta) che si notano ma non pesano. La riparabilità è vera, semplice e a buon mercato, ed è l’argomento numero uno per sceglierlo. Il supporto fino al 2033 fa il resto.

La versione con /e/OS è un discorso a parte: la privacy è concreta, il muro della vergogna è uno strumento che vorremmo vedere su qualunque smartphone, ma l’esperienza d’uso paga in fluidità e in finitura grafica, e la de-googlizzazione totale non è per tutti. Chi ha esigenze precise la apprezzerà; chi vuole solo un telefono etico e senza pensieri farà meglio a puntare sulla variante standard.

Il prezzo resta il nodo, perché 649 o 699 euro sono tanti per questo hardware, ma è un prezzo che compra cose che gli altri smartphone non offrono affatto. Se vi riconoscete in questa filosofia, lo trovate su Amazon e sul sito ufficiale di Fairphone: qui sotto le migliori offerte.

Pro:

    • Riparabile per davvero: 12 componenti sostituibili con un giravite;
    • Ricambi originali a prezzi bassi e batteria rimovibile;
    • Fairphone Moments e slider fisico personalizzabile;
    • /e/OS: privacy concreta e nessun servizio Google, per chi lo cerca;

Contro:

    • Prestazioni non sempre fluide con /e/OS;
    • Prezzo alto rispetto a medio gamma di pari hardware;
    • Cornici spesse e audio sbilanciato;

Voto finale:

7.5

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