Decreto Omnibus: una franchigia del 5% sulle discrepanze tra scontrini e pagamenti Pos per evitare le multe. Come si calcola e chi rischia
Il panorama normativo in materia di certificazione fiscale dei corrispettivi si arricchisce di un tassello fondamentale, pensato per mitigare gli automatismi sanzionatori scaturiti dall’incrocio telematico dei dati. Con la pubblicazione e l’entrata in vigore del Decreto Legislativo Omnibus n. 148/2026 (in particolare con l’articolo 33), il legislatore ha introdotto una specifica franchigia di tolleranza pari al 5% in caso di disallineamento tra il totale delle operazioni incassate e la corretta emissione degli scontrini fiscali rispetto ai pagamenti POS.
Questa misura nasce con l’intento esplicito di creare uno scudo protettivo per i piccoli intoppi operativi, i problemi di connettività e gli errori umani quotidiani che possono verificarsi nella gestione del punto cassa. Tuttavia, una disamina approfondita del testo di legge rivela un meccanismo applicativo rigidamente matematico che rischia di generare impatti asimmetrici a seconda del volume di affari e del tipo di attività commerciale svolta.
Indice
L’intervento contenuto nel Decreto Omnibus n. 148/2026 possiede una portata strutturale e correttiva. La nuova disposizione va ad agire su due distinti capisaldi della legislazione tributaria italiana: da un lato modifica il D.Lgs. n. 471/1997 (che disciplina le sanzioni tributarie non penali), dall’altro integra il recente D.Lgs. n. 173/2024 (Testo Unico delle sanzioni tributarie emesso in attuazione della delega di riforma fiscale).
La necessità di un intervento correttivo d’urgenza è emersa a seguito dell’implementazione del monitoraggio in tempo reale tra i dati del circuito bancario (pagamenti POS) e i registratori telematici (emissione degli scontrini fiscali). L’interconnessione automatizzata, pensata per contrastare l’evasione fiscale, ha iniziato a segnalare massivamente ogni minima discrepanza. Per evitare che semplici sviste o micro-blackout di rete producessero un’ondata imponente di verbali e contenziosi, il Governo ha stabilito una franchigia di non punibilità del 5% per le trasmissioni difformi o errate.
Come si calcola la franchigia: il conteggio delle transazioni giornaliereIl fattore cruciale che ogni contribuente deve comprendere riguarda il criterio pratico con cui viene applicata la soglia di tolleranza. La franchigia del 5% non si calcola sugli importi in euro incassati o dimenticati, ma si basa esclusivamente sul numero effettivo delle operazioni effettuate nel corso della giornata.
Per verificare se si rientra nello scudo o se scatta la sanzione, il calcolo è molto semplice: occorre prendere il numero di pagamenti elettronici registrati dal POS che non risultano abbinati a uno scontrino fiscale, dividerlo per il totale complessivo dei pagamenti POS effettuati in quella giornata e moltiplicare il risultato per cento.
Dall’applicazione pratica di questa regola emergono tre punti fondamentali che guidano i controlli del Fisco:
In caso di superamento della soglia del 5%, le sanzioni applicate non si limitano alle sanzioni pecuniarie tradizionali (che vanno da 1.000 a 4.000 euro per la mancata o errata memorizzazione/trasmissione), ma riattivano anche il rischio della sanzione accessoria di sospensione della licenza o dell’esercizio dell’attività commerciale in caso di recidiva.
Esempi operativi: la simulazione pratica nei diversi settoriPer comprendere l’impatto reale di questa norma sulla gestione quotidiana della cassa, risulta utile analizzare tre scenari operativi ipotetici che mostrano come la regola del conteggio numerico produca effetti completamente differenti.
| Tipologia attività | Transazioni POS totali | Scontrinati POS | Discrepanza (operazioni) | Calcolo % scostamento | Esito sanzionatorio |
| Bar/caffetteria (grandi volumi) | 200 | 192 | 8 | (8/200)X100=4,0% | Nessuna sanzione (entro il 5%) |
| Boutique/abbigliamento (bassi volumi) | 20 | 18 | 2 | (2/20)X100=10,0% | Sanzione applicata (supera il 5%) |
| Ristorante (scontrino singolo alto) | 100 | 99 | 1 (tavolo da 500 €) | (1/100)X100=1,0% | Nessuna sanzione (entro il 5%) |
Analisi dei tre casi:
L’impostazione scelta dal legislatore solleva diverse perplessità sotto il profilo dell’equità e della proporzionalità tributaria: