Figlia di Licia Colò e cresciuta tra viaggi, tv e senso di diversità, la ventenne racconta al Corriere il bullismo subito a scuola, il rapporto profondissimo con la madre, la difficoltà di molti uomini davanti a una donna ambiziosa: “Mi hanno detto: ‘Mi fai sentire piccolo, sei troppo intellettuale’”
Liala Antonino, figlia di Licia Colò e del produttore Alessandro Antonino, racconta al Corriere della Sera una crescita vissuta tra viaggi, televisione, senso di diversità e una forte esigenza di affermare sé stessa al di là del cognome. Oggi studia giornalismo a Tor Vergata, lavora nella società di produzione di famiglia e conduce un podcast, ma rivendica anche il lato meno glamour del lavoro familiare: “Esistono due tipologie di persone che lavorano in ambito familiare: quelle super viziate e coccolate e quelle schiavizzate. Io appartengo alla seconda”.
Tra i ricordi più vivi con la madre c’è un viaggio in Tanzania trasformato in un’esperienza quasi iniziatica. “Siamo arrivate in Tanzania senza niente, perché ci avevano perso le valigie in aeroporto, e siamo andate per mercati a comprare tutto quello che ci serviva”. Un episodio che le ha fatto toccare con mano le disuguaglianze: “Mi ha colpito molto vedere quanto costassero cose come lo spazzolino o un paio di slip”. Cosa ammira di più della madre? “Il non essersi mai venduta e l’aver mantenuto i suoi ideali al fianco dell’ambiente e degli animali”.
Parlando di Nicola Pietrangeli, che è stato compagno di Licia Colò negli anni Ottanta, dice: “Nicola per me è un idolo. E dico sempre che mi ha rovinato la vita”. E spiega: “Perché conoscere un uomo così charmant, gentlemen, dalla battuta pronta, elegantissimo, insomma una persona completa, mi ha rovinato: quando mi guardo intorno mi sento male...”.
C’è anche spazio per il racconto del bullismo subito a scuola, soprattutto per essere “la figlia di”. “Nei miei confronti c’era l’esclusione”, racconta. “Dicevano che avevamo gli schiavi in casa, neanche fossimo all’epoca di Bridgerton”. E col tempo, aggiunge, “ci si sono messi pure certi insegnanti: dicevano che non avevo mai preso una metro in vita mia”. Quando parla del proprio futuro, il riferimento è esplicito: “I miei totem esistenziali sono Licia Colò e Oriana Fallaci”.
Poi parla di relazioni e rapporto con l’altro sesso: “Credo che gli uomini abbiano molta difficoltà a confrontarsi con una donna con forte personalità e che si voglia realizzare nel suo settore”. E cita due frasi ricevute direttamente: “A me dà fastidio che tu stia sviluppando così velocemente la tua carriera” e “Mi sento a disagio a parlare con te perché mi fai sentire piccolo, sei troppo intellettuale”.