Oggi Stoccolma è la porta d'accesso al Silicon Valhalla, l'ecosistema tecnologico nordico, che ha prodotto più 'unicorni' pro capite di qualsiasi altra regione, escludendo la Silicon Valley.
L'articolo Le 30 startup italiane alla conquista del ‘Silicon Valhalla’ proviene da Fortune Italia.
Adrian McDonald è il Ceo di Epicenter, l’hub di innovazione più importante di Stoccolma: attorno a questo palazzo di vetro e acciaio da 12.000 metri quadrati che ospita aziende e startup è stato di fatto ricostruito, una decina di anni fa, un intero quartiere al centro della capitale svedese. L’obiettivo, spiega McDonald, era attirare in città le grandi aziende tecnologiche e le startup tenute lontane dagli affitti troppo alti.
Smau, una delle piattaforme di riferimento per le imprese innovative italiane, ha portato qui un gruppo di 30 startup italiane (oltre a corporate e istituzioni). Molte di loro non vanno alla ricerca di lezioni su come diventare ‘grandi’, uno dei ritornelli più frequenti per le startup nostrane: vogliono opportunità di business, e sanno di avere le carte in regola per trovarle.
Oggi Stoccolma è la porta d’accesso al Silicon Valhalla, l’ecosistema tecnologico nordico, che ha prodotto più ‘unicorni’ pro capite di qualsiasi altra regione, escludendo la Silicon Valley. Ma il concetto di unicorno, startup che superano il miliardo di dollari di valore, per molti dei partecipanti portati in Svezia da Smau è diventato secondario. Un segno di successo, sicuramente, ma anche un’etichetta che racconta poco del lavoro che c’è dietro lo sviluppo di un business, possibilmente internazionale.
Dalle sale di Epicenter sono passati player internazionali come Adobe o Microsoft, gioielli tutti svedesi come Spotify, e innovazioni che hanno fatto la storia, anche se non hanno attecchito ovunque: qui i dipendenti aprono le porte con chip sottocutanei impiantati nella mano, racconta con naturalezza il Ceo.
Le startup agli inizi qui sono poche: il focus è su chi è pronto a scalare sfruttando un mercato enorme. In Epicenter lo chiamano ‘landing’: un aiuto concreto per mettere in piedi le operazioni in poco tempo. Twitter, oggi X, ha usato proprio Epicenter per sbarcare nel Nord Europa. Anche Google si è affidata agli svedesi per lanciare il suo programma Google for Startups.
A Stoccolma abbiamo incontrato Cyberneid, che in Italia ha lavorato ad alcune componenti della CIE e che ha sviluppato sistemi basati sull’intelligenza artificiale e la biometria facciale che permettono di autorizzare pagamenti o accedere ad aree riservate semplicemente facendo un occhiolino verso una telecamera. In Svezia, la startup sarebbe già vicina a creare una joint venture per esportare la propria tecnologia, tutta italiana.
A Stoccolma c’era anche Naturbeads, che ha già raccolto un round Serie A da 10 mln di euro per costruire a Lecce un impianto per la produzione di microsfere di cellulosa in grado di sostituire le microplastiche. Mentre pensa a un round di serie B, la startup esplora il Nord Europa per la sua cellulosa: la Svezia è uno dei più grandi produttori al mondo. Aiuta avere la presenza di attori come Ikea, da tempo impegnata nella sostituzione della plastica con la carta, e degli attori dell’ecosistema svedese: dalle università ‘geneticamente’ pronte al trasferimento tecnologico (ricercatori e professori sono ‘obbligati’ a creare rapporti con le aziende per i loro progetti di ricerca) ai facilitatori e incubatori nordici.
Altro settore, altra startup. Renewcast si occupa di forecasting per energia eolica e solare: minimizza gli errori di previsione sulla produzione energetica. Conosce già bene la regione Nordics, considerando che tra i primi a credere nel progetto c’è stata l’utility finlandese Helen. E dopo aver raccolto circa quattro milioni e mezzo di euro, punta alla profittabilità in poco più di un anno. Limitarsi all’Italia, spiega il Ceo Fabio Nicolò, sarebbe un ostacolo enorme per scalare.
Enzo Castellaneta è founder e Chief commercial officer di Builti, specializzata nel monitoraggio e la gestione intelligente di edifici, infrastrutture e asset critici con sensori, algoritmi e modelli ingegneristici. Nonostante sia sempre alla ricerca di nuovi partner, Castellaneta racconta che la startup ha già raccolto diversi risultati: ha vinto un premio europeo per la sicurezza da Leonardo per un sistema di allarme sismico in tempo reale sviluppato con l’Università di Bologna. La stessa Leonardo ha utilizzato la sua piattaforma per definire un piano di un miliardo di euro, decennale, per il miglioramento sismico e il retrofitting dei siti italiani.
Per le startup italiane, spiega Valentina Sorgato, presidente e amministratore delegato di Smau, inserirsi in ecosistemi maturi come quello di Stoccolma non è solo un’opportunità di apprendimento, ma una scelta strategica per sviluppare il loro mercato naturale: l’Europa.
“Il nostro obiettivo è rafforzare il ponte tra Italia e Nordics, offrendo a startup e imprese non solo visibilità, ma soprattutto occasioni concrete di confronto”, dice Sorgato. E spesso l’effetto dell’iniziativa è quello di attirare i grandi player in Italia mostrando le capacità innovative delle startup nostrane. “La prima tappa di Stoccolma targata Smau ha portato aziende svedesi di alto profilo, tra cui Volvo Trucks ed Electrolux, a partecipare a Smau Milano”.
“L’idea alla base dei tour dell’innovazione è guardare alle grandi imprese, italiane in primis, che possono risolvere grandi sfide agganciando l’offerta delle startup. In questa ottica il mercato italiano non è sufficiente. Quello di questa regione è estremamente interessante perché qui le startup nascono con vocazione internazionale: partner molto interessanti per i nostri attori”, dice Pierantonio Macola, presidente di Smau.
Smau Stoccolma 2026: i partecipantiL’appuntamento con SMAU Italy RestartUp a Stoccolma, come le altre tappe dei tour dell’innovazione di Smau, è realizzato in sinergia con ICE Agenzia (Italian Trade Agency), l’agenzia governativa che promuove l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane, su indirizzo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Oltre alle 30 startup italiane selezionate hanno partecipato i rappresentanti di 5 Regioni italiane (Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Calabria, Sardegna e Lazio) e aziende come Chiesi Group, Gruppo FS, Iren, Open Fiber, Terna, Veolia Italia, Fondazione NEST – Network for Energy Sustainable Transition e PNO Digital. Tra gli attori nordici e internazionali Arla Foods, Electrolux, Microsoft e Sony Acceleration Platform Europe, UNICEF Venture Fund.
Ecco l’elenco delle startup partecipanti:
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
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