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Porto della Spezia, grandi opere e asse con Genova sui dragaggi

Дата публикации: 23-07-2026 14:42:07

 
Il porto della Spezia attraversa una fase di forte sviluppo, sostenuta da investimenti pubblici e privati che interessano crociere, traffici commerciali, waterfront, nautica, dimensione subacquea e mitilicoltura. Dopo l’avvio di opere attese da anni, la priorità dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale è ora coordinare i diversi cantieri e rispettare cronoprogrammi particolarmente complessi.
Il primo bilancio
A tracciare il quadro è Bruno Pisano, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, partendo dal bilancio del suo primo periodo di lavoro: il presidente ha accompagnato la stampa sul catamarano Alegria, che da passeggiata Morin ha condotto i giornalisti in un tour dei cantieri nei vari settori del porto.
Una fase che, secondo Pisano, ha permesso di raccogliere i risultati dell’attività svolta negli anni precedenti e di accompagnare verso la realizzazione numerosi interventi rimasti a lungo in attesa. "Questo territorio sta vivendo un momento di grande vivacità imprenditoriale. Nel corso di quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di mettere a frutto il grande lavoro compiuto in precedenza, anche da chi mi ha preceduto, e di cominciare a concretizzare una serie di progetti e opere che, per diversi motivi, erano fermi da anni", ha spiegato Pisano. Il presidente ha descritto quella attuale come una fase positiva non soltanto per il porto, ma per l’intero sistema economico spezzino. "Finalmente possiamo cominciare a vedere e toccare con mano i risultati. È un momento felice per il territorio, per la portualità in generale e per la Blue Economy spezzina".
Crociere e waterfront
Una delle principali aree di trasformazione è quella del primo bacino portuale, dove si concentrano gli interventi destinati al settore crocieristico. Pisano ha richiamato gli investimenti per la nuova banchina, il nuovo molo crociere, il sistema di cold ironing e il futuro terminal passeggeri. L’elettrificazione delle banchine consentirà alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete di terra, riducendo l’impiego dei motori ausiliari durante la permanenza in porto. Si tratta di un’opera strettamente collegata alla modernizzazione dell’offerta crocieristica e alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali. L’area destinata al terminal crociere si trova inoltre a diretto contatto con una delle parti più pregiate della città. Proprio per questa posizione, secondo Pisano, rappresenta la base sulla quale sviluppare i futuri progetti di costruzione e riorganizzazione del waterfront della Spezia. Lo sviluppo del porto passeggeri assume così anche una funzione urbana, destinata a incidere sul rapporto tra lo scalo e la città.
Terminal container
Il percorso è proseguito nel terzo bacino, dove sono concentrate le principali attività commerciali e il terminal container del porto della Spezia. In quest’area è previsto un investimento privato superiore a 400 milioni di euro, affiancato da un rilevante intervento pubblico dell’Autorità di sistema portuale. "Nel terzo bacino si concentrano le attività commerciali e il terminal container, con un investimento privato di oltre 400 milioni di euro e, contemporaneamente, un investimento pubblico estremamente importante", ha sottolineato Pisano. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo dello scalo commerciale, adeguandone infrastrutture e fondali alle esigenze operative e alla crescente dimensione delle navi. Gli interventi pubblici e privati dovranno procedere in maniera coordinata, evitando che ritardi in una singola opera possano condizionare l’intero programma.
Dragaggi e sedimenti
Tra gli interventi più impegnativi figura il dragaggio dei fondali portuali, definito da Pisano un’operazione senza precedenti per lo scalo spezzino. Il progetto prevede la movimentazione di circa 850 mila metri cubi di sedimenti. Di questi, circa 700 mila metri cubi dovrebbero essere conferiti alla nuova diga foranea di Genova. L’operazione nasce da un accordo tra l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale e quella del Mar Ligure occidentale. "È un’intesa estremamente innovativa", ha osservato Pisano, evidenziando il collegamento operativo tra il dragaggio della Spezia e la realizzazione della diga genovese. Proprio questa interdipendenza rende necessario armonizzare con particolare attenzione i tempi dei due interventi.
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Il porto della Spezia attraversa una fase di forte sviluppo, sostenuta da investimenti pubblici e privati che interessano crociere, traffici commerciali, waterfront, nautica, dimensione subacquea e mitilicoltura. Dopo l’avvio di opere attese da anni, la priorità dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale è ora coordinare i diversi cantieri e rispettare cronoprogrammi particolarmente complessi.

Il primo bilancio

A tracciare il quadro è Bruno Pisano, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, partendo dal bilancio del suo primo periodo di lavoro: il presidente ha accompagnato la stampa sul catamarano Alegria, che da passeggiata Morin ha condotto i giornalisti in un tour dei cantieri nei vari settori del porto.

Una fase che, secondo Pisano, ha permesso di raccogliere i risultati dell’attività svolta negli anni precedenti e di accompagnare verso la realizzazione numerosi interventi rimasti a lungo in attesa. "Questo territorio sta vivendo un momento di grande vivacità imprenditoriale. Nel corso di quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di mettere a frutto il grande lavoro compiuto in precedenza, anche da chi mi ha preceduto, e di cominciare a concretizzare una serie di progetti e opere che, per diversi motivi, erano fermi da anni", ha spiegato Pisano. Il presidente ha descritto quella attuale come una fase positiva non soltanto per il porto, ma per l’intero sistema economico spezzino. "Finalmente possiamo cominciare a vedere e toccare con mano i risultati. È un momento felice per il territorio, per la portualità in generale e per la Blue Economy spezzina".

Crociere e waterfront

Una delle principali aree di trasformazione è quella del primo bacino portuale, dove si concentrano gli interventi destinati al settore crocieristico. Pisano ha richiamato gli investimenti per la nuova banchina, il nuovo molo crociere, il sistema di cold ironing e il futuro terminal passeggeri. L’elettrificazione delle banchine consentirà alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete di terra, riducendo l’impiego dei motori ausiliari durante la permanenza in porto. Si tratta di un’opera strettamente collegata alla modernizzazione dell’offerta crocieristica e alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali. L’area destinata al terminal crociere si trova inoltre a diretto contatto con una delle parti più pregiate della città. Proprio per questa posizione, secondo Pisano, rappresenta la base sulla quale sviluppare i futuri progetti di costruzione e riorganizzazione del waterfront della Spezia. Lo sviluppo del porto passeggeri assume così anche una funzione urbana, destinata a incidere sul rapporto tra lo scalo e la città.

Terminal container

Il percorso è proseguito nel terzo bacino, dove sono concentrate le principali attività commerciali e il terminal container del porto della Spezia. In quest’area è previsto un investimento privato superiore a 400 milioni di euro, affiancato da un rilevante intervento pubblico dell’Autorità di sistema portuale. "Nel terzo bacino si concentrano le attività commerciali e il terminal container, con un investimento privato di oltre 400 milioni di euro e, contemporaneamente, un investimento pubblico estremamente importante", ha sottolineato Pisano. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo dello scalo commerciale, adeguandone infrastrutture e fondali alle esigenze operative e alla crescente dimensione delle navi. Gli interventi pubblici e privati dovranno procedere in maniera coordinata, evitando che ritardi in una singola opera possano condizionare l’intero programma.

Dragaggi e sedimenti

Tra gli interventi più impegnativi figura il dragaggio dei fondali portuali, definito da Pisano un’operazione senza precedenti per lo scalo spezzino. Il progetto prevede la movimentazione di circa 850 mila metri cubi di sedimenti. Di questi, circa 700 mila metri cubi dovrebbero essere conferiti alla nuova diga foranea di Genova. L’operazione nasce da un accordo tra l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale e quella del Mar Ligure occidentale. "È un’intesa estremamente innovativa", ha osservato Pisano, evidenziando il collegamento operativo tra il dragaggio della Spezia e la realizzazione della diga genovese. Proprio questa interdipendenza rende necessario armonizzare con particolare attenzione i tempi dei due interventi.

Miglio Blu

Un altro asse strategico è rappresentato dal Miglio Blu e dai cantieri della nautica, un comparto centrale per la Blue Economy spezzina. Le aziende insediate nell’area hanno programmato nuovi investimenti privati destinati alla riorganizzazione e all’ammodernamento delle banchine, oltre che all’ampliamento degli spazi disponibili. Gli interventi dovranno rafforzare un settore già fortemente radicato nel territorio e favorire l’ulteriore crescita delle attività industriali legate alla nautica. Nel quadro delineato da Pisano, il Miglio Blu rappresenta uno dei punti nei quali gli investimenti infrastrutturali e la capacità imprenditoriale privata possono produrre effetti diretti sull’economia locale.

Dimensione subacquea

Il presidente dell’Autorità portuale ha richiamato anche il ruolo del Polo nazionale della dimensione subacquea. Attorno alla sua sede sono destinati a partire ulteriori investimenti, considerati un possibile volano per il territorio e per le aziende interessate alla crescita dell’economia sottomarina. "Su quest’area partiranno altri investimenti, che potranno diventare un volano estremamente importante per il territorio e per una serie di imprese chiamate ad affrontare la crescita dell’economia sottomarina", ha affermato Pisano. La dimensione subacquea si inserisce così nel più ampio processo di diversificazione della Blue Economy spezzina, accanto alle attività portuali tradizionali, alla cantieristica, alla nautica e alla logistica.

Mitilicoltura spezzina

L’ultima parte del percorso ha riguardato la mitilicoltura, settore storico dell’economia del golfo della Spezia. L’Autorità di sistema portuale ha già realizzato un importante investimento e prevede ulteriori interventi per la riallocazione degli operatori e per lo spostamento dei vivai all’esterno della diga foranea. Il trasferimento degli impianti è legato anche alla necessità di liberare le aree interessate dalle operazioni di dragaggio. L’obiettivo è quindi conciliare lo sviluppo delle infrastrutture portuali con la continuità e la riorganizzazione delle attività dei mitilicoltori. Anche questo progetto rientra in un quadro nel quale ogni intervento è collegato agli altri. Lo spostamento dei vivai, i dragaggi, l’adeguamento dei fondali e lo sviluppo delle attività commerciali devono avanzare secondo una programmazione comune.

La sfida dei tempi

Per Pisano, l’avvio dei progetti rappresenta soltanto la prima parte del lavoro. La vera prova sarà portarli a conclusione, coordinando i cronoprogrammi dell’Autorità portuale, degli operatori privati e della nuova diga di Genova, destinata a ricevere gran parte dei sedimenti provenienti dai dragaggi spezzini. "Portare a conclusione tutti i progetti avviati sarà un’operazione estremamente complessa. Dovremo armonizzare i nostri cronoprogrammi con quelli degli operatori privati che stanno investendo e con quello della diga di Genova, che dovrà ricevere i sedimenti", ha spiegato. Il prossimo periodo sarà quindi particolarmente impegnativo. "Non basta avere avviato i percorsi: dobbiamo portarli a conclusione e dobbiamo farlo nel minor tempo possibile. Il mondo non ci aspetta e cambia da un momento all’altro. Dobbiamo cogliere le opportunità per questo territorio con la massima flessibilità e velocità".

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