I due calciatori sono andati formalmente in scadenza: il saluto del club nerazzurro
L'Inter saluta Francesco Acerbi e Yann Sommer: i contratti del difensore italiano e del portiere svizzero, infatti, sono terminati oggi e il club ha annunciato ufficialmente l'addio ad entrambi i giocatori.
Questa la nota pubblicata ripercorrendo il cammino in nerazzurro di Acerbi: "L'Inter saluta Acerbi: grazie di tutto, Francesco! Il difensore conclude la sua avventura nerazzurra dopo quattro stagioni in cui ha conquistato sei trofei. Quello tra Francesco Acerbi e l’Inter è stato un patto di fede. Qualcosa di puro e primitivo, come la preghiera del difensore prima del fischio d’inizio di ogni partita, quando si concede un momento per sé: braccia e sguardo verso l’alto, prima di rivolgere tutta la sua concentrazione sul campo. Ne ha viste tante, Acerbi, prima di arrivare a Milano nell’estate del 2022, e tante ne ha superate: è arrivato a indossare la maglia nerazzurra portando con sé un bagaglio di esperienza invidiabile, ma con ancora quella fame di chi vuole scrivere le pagine più belle della sua carriera, di chi vuole tramutare in leggendario un percorso di altissimo livello. Ci ha messo poco, Acerbi, a prendersi il centro della difesa dell’Inter e conquistare la fiducia del popolo nerazzurro, a sigillare questo patto di fede: abbiamo imparato a capire che, con lui in campo, la punta avversaria avrebbe sofferto per novanta minuti. Abbiamo imparato a fidarci di lui, della sua capacità di vincere i duelli contro i migliori attaccanti in Serie A e in Champions League. Avremmo scoperto poi che la sua fede l’avrebbe spinto molto più in là, in zone di campo che propriamente non calpesta se non nei momenti giusti, nei momenti decisivi. Un assaggio lo ha dato nella sua prima stagione con l’Inter, negli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Parma: una partita ostica, piena di difficoltà e risolta nei tempi supplementari dal primo gol di Acerbi in nerazzurro. Un colpo di testa da fuori area, un pallonetto che ha sorpreso Buffon, rimasto fuori dai pali dopo aver intercettato il cross: solo Acerbi sapeva perché si trovasse lì, e come ha avuto l’istinto di pensare a quella giocata, di segnare la rete che ha lanciato il cammino in Coppa Italia dell’Inter. Ci ha creduto sempre, Acerbi, ci ha creduto più di tutti. Ci ha sempre messo tutta la sua passione, la sua dedizione, la voglia di andare oltre i limiti: di chi poteva essere la firma che ha sbloccato il derby della Seconda Stella, se non la sua? Ancora al posto giusto al momento giusto. Il gol contro il Milan ha sigillato una stagione straordinaria, quella del ventesimo Scudetto nerazzurro, il suo primo in carriera: un turbine di emozioni indimenticabili per lui e per la famiglia interista. E una volta che ti abitui a questo tipo di notti, con un San Siro così, vorresti viverne sempre di più: ecco allora la cavalcata in Champions del 2025, ecco il Meazza appeso a un ultimo lumicino di speranza quando nel recupero il punteggio dice che il Barcellona è avanti 3-2, a un passo dalla finale. È qui che il leone rende immortale il suo patto di fede: è lui che ci crede più di tutti, che lascia la difesa e si fa trovare nell’area avversaria, che gira di prima il cross di Dumfries sotto la traversa con il destro. La sua corsa senza maglia, il suo volo sul prato bagnato, un abbraccio collettivo di settantacinquemila persone: Acerbi ci ha regalato uno dei momenti che meglio spiega cos’è l’Inter. Crederci sempre, esserci sempre. Anche i viaggi più belli, però, hanno una fine. Quello di Acerbi in nerazzurro si è concluso nel modo migliore, con uno storico Double che sigilla quattro stagioni di altissimo livello con 148 presenze, 5 gol, 6 trofei conquistati e alcune delle istantanee più belle della storia dell’Inter. Grazie, Francesco: è stato bello vincere insieme!".
Il messaggio per Sommer: "Quella prestazione contro il Barcellona..."Di seguito, invece, il messaggio di saluti a Sommer: "L'Inter saluta Sommer: grazie di tutto, Yann! Il portiere svizzero termina la sua avventura in nerazzurro dopo tre stagioni e quattro titoli conquistati. Sarà facile, quando in futuro si parlerà degli anni nerazzurri di Yann Sommer, avere la sua prestazione in Inter-Barcellona come primo, meraviglioso flashback. Sarà facile chiudere gli occhi e rivivere quell’attimo in cui San Siro ha trattenuto il fiato, sul sinistro a giro di Lamine Yamal nel secondo tempo supplementare. Sarà facile sorridere nel ricordare come Yann si sia disteso, volando come un supereroe per togliere la palla dall’angolino, facendo esplodere il Meazza come per un gol segnato. Un momento magico che ha sublimato un percorso di costanza, attributo fondamentale per chi di ruolo fa il portiere, per chi sa che le proprie responsabilità hanno un peso specifico differente da tutti gli altri. Yann ha abbracciato la responsabilità con la calma e la placidità sempre dipinte sul suo volto, trasmettendole alla sua difesa, alla squadra, allo stadio. Tre anni a difesa della porta nerazzurra, tre stagioni in cui i suoi guantoni sono stati alla base delle cavalcate dell’Inter, in cui la sua classe con i piedi è stata perno fondamentale della costruzione del gioco nerazzurro. Ci ha stregato con i suoi riflessi, con quei voli plastici e istintivi che non scomponevano mai i capelli lunghi sempre in ordine. Un ordine che fa parte del suo modo di essere, una precisione che ha dimostrato con la palla tra i piedi e nel modo in cui ha diretto la difesa: il suo impatto sul mondo Inter è stato subito quantificabile con numeri pazzeschi, che raccontano di 12 clean sheet nelle prime 17 partite giocate in Serie A. Ha messo il suo sigillo sulla Seconda Stella con parate decisive e fondamentali, dal match contro il Napoli al volo ad Empoli, dal riflesso su Retegui nel match casalingo contro il Genoa ai preziosi interventi contro la Roma, passando per il rigore parato a Nico Gonzalez a Firenze fino al derby di ritorno: una notte storica, in cui Yann ha vinto il suo primo Scudetto e vissuto l’amore incondizionato della Milano nerazzurra. Un amore che lo ha seguito ogni giorno, fino a toccare l’apice nella partita contro il Barcellona: San Siro ai suoi piedi e nelle sue mani, il popolo interista pazzo di gioia dopo una prestazione leggendaria, entrata nei libri di storia. Una partita irreale del portiere svizzero, autore di parate da autentico campione. La prima, allucinante, su Eric Garcia: porta sguarnita, tifosi blaugrana già esultanti ed ecco, l'intervento da gatto. Poi tante parate, tante meraviglie, fino all'incredibile salvataggio al 9' del secondo tempo supplementare. Il sinistro di Yamal sembrava imprendibile, impossibile da parare. E invece. Invece la parata della storia, per salvare il risultato, ancora e ancora. Questo è stato forse uno dei tratti più belli di Sommer: la capacità di alternare l’ordinario e lo straordinario mantenendo sempre la sua costanza, la sua calma, la sua forza di volontà. Si è ripetuto nell’ultima stagione, quella del Double: 15 clean sheet in 33 presenze in campionato, chiudendo in modo indimenticabile tre anni in nerazzurro in cui ha conquistato due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. 139 presenze totali, mantenendo la porta inviolata in 66 occasioni: Yann Sommer ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Inter. Grazie, Yann: è stato bello vincere insieme!".