PERUGIA - Non soltanto aumentare il numero dei visitatori, ma accrescere il valore che il turismo, in particolare quello estero, genera per i territori, le imprese e le comunità e che...
PERUGIA - Non soltanto aumentare il numero dei visitatori, ma accrescere il valore che il turismo, in particolare quello estero, genera per i territori, le imprese e le comunità e che nei primi otto mesi del 2026 è di quasi 200 milioni. Da qui la strategia: costruire una promozione sempre più capace di parlare in maniera diversa ai diversi mercati internazionali, utilizzando dati, nuovi strumenti digitali e anche i canali di advertising legati all'intelligenza artificiale. È il lavoro che l'assessora regionale al Turismo Simona Meloni indica in occasione della Giornata mondiale del turismo. «Il turismo è una delle grandi politiche di sviluppo dell'Umbria», ha sottolineato l'assessora. «Non possiamo più misurarne il successo - ha aggiunto - soltanto contando quanti turisti arrivano: dobbiamo capire quanto rimangono, dove soggiornano, quali territori attraversano, quali servizi utilizzano e soprattutto quale valore lasciano alla nostra economia. Significa passare da una politica dei flussi a una politica del valore. È su questa trasformazione che vogliamo costruire la prossima fase della strategia turistica regionale». Nei primi otto mesi del 2026 l'Umbria ha raggiunto 2.102.894 arrivi e 5.687.359 presenze, rispettivamente il 3,9% e il 3,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Rispetto al 2024, gli incrementi salgono al 12% per gli arrivi e al 12,6% per le presenze. Il turismo internazionale in Umbria vale quasi 200 milioni dalle sole presenze La novità è rappresentata dalla lettura economica dei flussi internazionali. Secondo l'analisi realizzata dalle strutture regionali incrociando le presenze effettive con il valore medio stimato per ciascuna tipologia ricettiva, tra gennaio e agosto 2026 il turismo straniero ha generato in Umbria un valore stimato di 196.274.492 euro. Il riferimento è, ovviamente, solo dei pernottamenti, senza quindi considerare l'ulteriore indotto. Un dato che consente di andare oltre la semplice misurazione degli arrivi e delle presenze e di osservare la vera «geografia del valore» dell'incoming regionale. Gli Stati uniti rappresentano il primo mercato internazionale per valore generato, con oltre 32 milioni di euro, davanti a Germania, 21,1 milioni; Paesi Bassi, 17,5 milioni; Gran Bretagna, 16,2 milioni; Francia, 10,1 milioni. Il turismo statunitense e quello britannico alimentano in maniera particolarmente significativa il comparto alberghiero di fascia medio-alta e alta: gli Stati Uniti generano da soli circa 5,3 milioni di euro nel segmento 5 stelle e lusso e 9,46 milioni nei 4 stelle. Germania e Paesi Bassi mostrano invece una maggiore propensione verso agriturismi, locazioni turistiche e ospitalità diffusa.
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