Da quasi due anni gli iPhone si riavviano da soli se restano bloccati troppo a lungo, una protezione che rende parecchio più difficile l’accesso ai dati con gli strumenti usati dalle forze dell’ordine. Ora Magnet Forensics, l’azienda che produce GrayKey, sostiene di aver trovato il modo di aggirarla. GrayKey e il riavvio per inattività di […]
Questo articolo Il tuo iPhone si riavvia da solo per proteggerti, ma GrayKey potrebbe aggirarlo è stato pubblicato in origine su GizChina.it.
Da quasi due anni gli iPhone si riavviano da soli se restano bloccati troppo a lungo, una protezione che rende parecchio più difficile l’accesso ai dati con gli strumenti usati dalle forze dell’ordine. Ora Magnet Forensics, l’azienda che produce GrayKey, sostiene di aver trovato il modo di aggirarla.
GrayKey e il riavvio per inattività di iPhone: cosa sappiamo della nuova soluzione
Crediti: AppleLa funzione è arrivata con iOS 18.1, a novembre 2024: se un iPhone resta per 72 ore senza essere sbloccato, si riavvia automaticamente. Il riavvio lo riporta nello stato BFU, cioè prima del primo sblocco, in cui molte informazioni restano protette da livelli di cifratura più restrittivi.
Nello stato AFU, dopo il primo sblocco successivo all’accensione, una parte maggiore dei dati e delle chiavi crittografiche diventa invece accessibile al sistema. Per chi cerca di estrarre i dati con strumenti forensi, quindi, il tempo a disposizione diventa limitato.
GrayKey è uno strumento molto diffuso tra le forze di polizia per sbloccare e accedere ai dati di iPhone e smartphone Android. Secondo un video di Magnet Forensics destinato agli investigatori, l’azienda avrebbe sviluppato due nuove soluzioni proprio contro questa protezione: il dispositivo GrayKey Preserve e una funzione chiamata Evidence Preservation Mode, destinata ai dispositivi GrayKey già in uso.
Come funzionerebbero gli strumentiLe due soluzioni permetterebbero di conservare lo stato AFU dell’iPhone anche quando il dispositivo viene riavviato, resta senza alimentazione o si riavvia per altri motivi. In pratica, il telefono resterebbe nella condizione in cui i dati sono più accessibili, neutralizzando almeno in parte l’effetto della protezione di Apple.
Gli strumenti potrebbero anche impedire la cancellazione automatica di alcuni dati temporanei o destinati a sparire dopo un certo periodo, come le posizioni memorizzate nella cache, gli iMessage eliminati di recente e le foto nella cartella degli elementi eliminati.
Il materiale emerso, però, non spiega nel dettaglio come funzionino. Un ricercatore di sicurezza ipotizza che GrayKey possa intervenire sull’orologio interno dell’iPhone oppure sui processi che determinano la scadenza di alcune chiavi e informazioni, ma resta un’ipotesi.
I dubbi ancora apertiIl video sembrerebbe risalire all’inizio del 2025, quindi non è chiaro da quanto tempo queste soluzioni siano disponibili. Non si sa nemmeno se siano già state usate in indagini reali, né se funzionino ancora con le versioni più recenti di iOS. Per ora, nelle informazioni emerse non compaiono commenti di Apple o di Magnet Forensics.
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