BOLZANO - Un detenuto italiano di 68 anni, originario della Puglia, si è tolto la vita nella notte tra il 1 e il 2 luglio all'interno della propria cella nella Casa circondariale di...
BOLZANO - Un detenuto italiano di 68 anni, originario della Puglia, si è tolto la vita nella notte tra il 1 e il 2 luglio all'interno della propria cella nella Casa circondariale di Bolzano.
Il personale della polizia penitenziaria, accortosi dell'accaduto, è intervenuto immediatamente attivando tutte le procedure di emergenza e prestando i primi soccorsi, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è purtroppo rivelato vano. A darne notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che esprime profondo cordoglio per l'ennesimo dramma consumatosi all'interno di un istituto penitenziario.
Il cordoglio«Esprimiamo innanzitutto vicinanza umana ai familiari della persona deceduta e al personale di polizia penitenziaria che ha operato con tempestività e professionalità nel tentativo di evitarne il tragico epilogo», dichiara David Stenghel, vicesegretario regionale del Sappe Veneto, in servizio presso il carcere di Trento. «Ogni suicidio rappresenta una sconfitta per l'intero sistema penitenziario e costituisce un evento altamente traumatico anche per gli appartenenti alla polizia penitenziaria che, oltre a intervenire in situazioni di estrema emergenza, devono poi convivere con il peso psicologico di quanto accaduto. A Bolzano, inoltre, continua a pesare una cronica carenza di organico che rende ancora più difficile garantire vigilanza, assistenza e sicurezza all'interno dell'istituto».
Sul tema interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Dal 1992 ad oggi le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato oltre 25.000 tentativi di suicidio nelle carceri italiane e impedito che quasi 190.000 episodi di autolesionismo producessero conseguenze ancora più gravi. Sono dati impressionanti che raccontano meglio di qualsiasi parola quanto sia incessante l'attività svolta dal Corpo per la tutela della vita e della sicurezza all'interno degli istituti penitenziari.»
I numeriCon “Sos Suicidi” chiunque può ricevere supporto e aiuto psicologico per superare momenti difficili. Sono infatti attivi alcuni numeri verdi a cui potersi rivolgere: Telefono Amico 02 2327 2327. o Whatsapp al 345/0361628; Telefono Azzurro 1.96.96; Progetto InOltre 800.334.343; De Leo Fund 800.168.678.