VICENZA - L'inchiesta condotta dall'Italia sul possibile uso eccessivo della forza da parte della polizia nei confronti di un tifoso della Sambenedettese non è stata condotta in...
VICENZA - L'inchiesta condotta dall'Italia sul possibile uso eccessivo della forza da parte della polizia nei confronti di un tifoso della Sambenedettese non è stata condotta in modo efficace. Lo sostiene la Cedu (Corte europea dei diritti umani) che ha condannato l'Italia per una vicenda risalente al 2017 e avvenuta a Vicenza. Il pronunciamento è frutto del ricorso presentato dal tifoso che ha sostenuto di essere stato picchiato dagli agenti.
Il contestoÈ il 5 novembre 2017. Alla fine della partita tra Vicenza Calcio e Sambenedettese si verificano degli scontri tra le due tifoserie. In particolare i vicentini assaltano uno degli autobus che stanno riportando a casa i rivali. A bordo c'è anche il tifoso in questione (oggi 53enne). Racconta che, quando il bus viene attaccato, lui e altri sono scesi per affrontare gli ultras berici. Una volta fuori, sempre secondo le sue dichiarazioni, mentre camminava finisce per trovarsi tra una recinzione e un mezzo della polizia dove gli agenti gli sferrano un violento colpo di manganello alla nuca.
I danniL'uomo lamenta gli effetti a lungo termine di quel colpo: gli avrebbe causato dei danni permanenti che continuano a persistere ancora oggi. Alterna fasi di calma a episodi di agitazione psicomotoria, con difficoltà a controllare reazioni comportamentali ed emotive inadeguate. Presenta inoltre disturbi della memoria e dell'attenzione, in un quadro clinico caratterizzato da una grave alterazione del linguaggio, che si manifesta con parafrasi verbali e fonologiche e con neologismi. Anche la sua comprensione verbale è compromessa, in particolare per quanto riguarda i messaggi complessi.
Gli accertamenti che seguono sostengono che quelle lesioni non sono frutto delle percosse della polizia bensì di cause diverse. Per vedere riconosciuto quello che invece ritiene un danno inferto dalla violenza poliziesca, l'uomo presenta un ricorso alla Cedu.
Nella sentenza la Cedu sostiene che «date le circostanze particolari del caso, l'indagine condotta dalle autorità giudiziarie non è stata sufficientemente approfondita» e che «il governo non ha dimostrato in modo soddisfacente che le lesioni riportate dall'uomo siano state dovute esclusivamente a fattori diversi dai maltrattamenti inflitti dagli agenti di polizia con i manganelli». La Cedu ha condannato l'Italia per aver fatto subire all'uomo un trattamento inumano e degradante e stabilito che lo Stato dovrà risarcirgli 100mila euro per danni materiali, 30mila per danni morali e 20mila per le spese legali. La sentenza diverrà definitiva se le parti non richiederanno e otterranno un rinvio del caso davanti alla Grande Camera della Cedu.