VERONA - «Tre soli bagni per circa 250 lavoratori durante le recite, docce con l?acqua fredda e già più di venti segnalazioni tra infortuni e malori». È il...
VERONA - «Tre soli bagni per circa 250 lavoratori durante le recite, docce con l’acqua fredda e già più di venti segnalazioni tra infortuni e malori». È il quadro fatto dalla Slc Cgil (il sindacato dei lavoratori della comunicazione) sul primo mese della stagione Areniana. «L'Arena di Verona in estate è un cantiere nel quale si lavora 24 ore al giorno a causa dei continui e imponenti cambi di scenografie – spiega Mario Lumastro coordinatore della Slc Cgil di Verona -.
Lo scorso anno i dipendenti di Fondazione Arena di Verona hanno lavorato in condizioni difficilissime a causa delle elevate temperature registrate all'interno dell'anfiteatro, non è un caso che gli infortuni e malori accusati nel corso del festival sono stati diverse decine. Quest’anno le condizioni non sono migliorate, anzi sono peggiorate non soltanto per il continuo aumento delle temperature ma anche a causa dei lavori di adeguamento all’interno dell’anfiteatro, che stanno causato ulteriori disagi».
Le segnalazioni«Ad oggi, tra infortuni e malori siamo arrivati a più di venti segnalazioni, segno che le soluzioni adottate per attenuare i problemi legati al caldo non sono state adeguate – dice il sindacalista -. In merito ai servizi igienici c’è da segnalare che le limitazioni degli spazi adiacenti all’anfiteatro hanno ridotto il numero di servizi igienici e docce a disposizione dei dipendenti, con soli 3 soli bagni per circa 250 persone durante le recite e le docce molto spesso non hanno l’acqua calda. A questo si aggiungono costumi pesanti e scarsa aerazione. Sarebbero auspicabili interventi mirati e immediati per dare sollievo a lavoratrici e lavoratori. E in presenza di queste preoccupanti condizioni di lavoro il detto “the show must go on” è ancora attuale? A nostro parere no».