Tutù di tulle e anfibi, T-shirt bianca e blouson di cuoio nero, fa fuoco con un fucile d’assalto sullo sfondo di un deserto pieno di stoppa. Ha una massa di riccioli scuri e ribelli e uno sguardo che non dimentichi. […]
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Tutù di tulle e anfibi, T-shirt bianca e blouson di cuoio nero, fa fuoco con un fucile d’assalto sullo sfondo di un deserto pieno di stoppa. Ha una massa di riccioli scuri e ribelli e uno sguardo che non dimentichi. Pochi istanti sullo schermo, immagini rapide e fulminanti. Ma chi sarà mai quella ragazza dall’aria risoluta che Paul Thomas Anderson, il filmmaker americano più cool della sua generazione, aveva scelto per il ruolo di Willa, la figlia dell’ex rivoluzionario interpretato da Leonardo DiCaprio? ci si chiedeva incuriositi. Poco o nulla si sapeva di lei fino a quando comparve in rete il primo trailer di Una battaglia dopo l’altra. All’inizio ne conoscevi solo il nome: Chase Infiniti, e veniva un dubbio: che lo avesse inventato per l’occasione P.T. Anderson?

Nossignori. Spiega lei: «Nessuna invenzione, è proprio il nome che mi hanno dato i miei genitori (che adoro e adorano andare al cinema). Chase è il nome del personaggio interpretato da Nicole Kidman in Batman Forever, e Infiniti viene dalla celebre frase di Buzz Lightyear in Toy Story: “To infinity and beyond”. Verso l’infinito e oltre». Un nome a dir poco profetico.
Fatto sta che quando Una battaglia dopo l’altra appare sugli schermi americani alla fine di settembre il nome Chase Infiniti rimbalza da un giornale all’altro, e passa da social media a social media. Pochi mesi di questo tam-tam e l’attrice conquista il pubblico e i critici più severi: il New Yorker definisce la sua performance «notevole», e lei «una giovane attrice straordinaria».
Fioccano quindi manciate di nomination – i britannici Bafta, l’Actor Award e il Golden Globe – e i premi (i critici neworchesi, il Nationl Board of Review a molti altri). E ora c’è anche il successo della serie (su Hulu) I Testamenti (dal romanzo omonimo di Margaret Atwood, vincitore del Booker Prize), sequel di The Handmaid’s Tale/Il racconto dell’ancella, a confermare il suo status di protagonista della nuova scena hollywoodiana.
E, dopo il cinema, la musica e la modaChase interpreta Agnes, un’adolescente cresciuta nel claustrofobico e distopico mondo di Gilead, dove ragazze giovanissime vengono educate per diventare mogli di uomini importanti e attempati. Per la sua interpretazione composta e intensa, l’attrice ventiseienne ha subito conquistato il prestigioso Gotham award come migliore protagonista di serie drammatica.
Dopo essere passata dal grande al piccolo schermo, l’ingresso nell’universo musicale e della moda era inevitabile: Tyler the Creator, uno dei talenti della scena musicale sperimentale americana, l’ha voluta nel suo ultimo video Darling; e i designer più innovativi sono affascinati dalla sua presenza. La ragazza, onorata di recente con l’Essence Black Women in Hollywood, è ora brand ambassador di Louis Vuitton e Nicholas Ghesquière, e l’abito disegnato per lei da Thom Browne – e ispirato alla Venere di Milo – per l’ultimo Met Gala, non è certo passato inosservato.
Chase Infiniti con l’abito disegnato per lei da Thom Browne – e ispirato alla Venere di Milo – per il Met Gala 2026 (Photo by Kristina Bumphrey/WWD via Getty Images)
Orgogliosa della sua pelle ambrata e della sua discendenza afro-americana, la neo-star non nasconde di sentire una forte responsabilità. «Se i progetti cui partecipo possono dare coraggio alle donne di colore, a chi mi somiglia, a chi trova in me qualcosa con cui entrare in sintonia; se anche solo una delle cose che faccio può dare loro l’energia di attingere alla forza di Willa, o alla resilienza di Agnes, allora mi sento profondamente onorata. Quello che voglio fare è raccontare storie capaci di creare un legame con tante persone, toccandole nel profondo in modi diversi».
The Julia Set, nel nuovo film è un genio matematicoE nel suo prossimo film, The Julia Set, diretto da Niki Byrne, con Gillian Anderson, Nina Hoss e Jason Isaacs (coprodotto dall’italiana Eleonora Granata) sarà nuovamente una donna che non si arrende: un genio della matematica nel mondo estremamente competitivo dell’accademia.
Chase Infiniti in una scena del film Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Eccola di fronte a me, Chase, nella nostra video intervista. Giacchetta blu, visino bello e sorridente, neanche un’ombra di trucco, è vivace, entusiasta e spontanea. Un’esplosione di vitalità.
Agnes ne I Testamenti, sequel di The Handmaid’s TaleAgnes, il personaggio che lei interpreta in I Testamenti, è la tipica teenager sensibile, piena di emozioni, paure e sogni. Lei non è più un’adolescente e non è cresciuta in un mondo distopico! L’ha sentita comunque vicina?
«Ma chi le ha detto che non sono più una teenager? (ride). Scherzo, scherzo… Be’, al di là del percorso di crescita e di molte delle esperienze che Agnes vive, e che ricordo di aver vissuto anch’io, come la prima volta che mi è venuto il ciclo o la prima cotta, con quell’intensità di emozioni, ciò che davvero mi lega a lei è l’amore che prova per i suoi amici. È un aspetto in cui mi sono ritrovata subito: fin da adolescente gli amici sono stati la cosa più importante della mia vita, subito dopo la famiglia, ovviamente. È proprio quel legame con loro, e l’amore che Agnes nutre nei loro confronti, ad aver creato subito una connessione tra me e lei».
Chase Infiniti con gli altri protagonisti del film “Una battaglia dopo l’altra”, Leonardo DiCaprio e Benicio del Toro.
Nel mondo oppressivo creato da Margaret Atwood, Agnes viene educata e istruita per diventare moglie obbediente e una madre servile. Quando lei era adolescente aveva certo altri sogni: cosa immaginava l’aspettasse?
«Quando ero una teenager? Non voglio sembrare ovvia, ma l’unica cosa che ho sempre sognato è proprio quello che sto facendo ora. Ho sempre voluto fare l’attrice. Ho sempre voluto recitare. E creare una situazione che mi permettesse di entrare in sintonia con le persone. Mi sento quindi molto fortunata, faccio quello che ho sempre desiderato. Da adolescente cercavo un modo per collegare quello che studiavo alla scuola alla recitazione. A parte la matematica: è un po’ difficile integrarla in un’interpretazione».
Il sogno della recitazione, guardando il musical GreaseSi ricorda quando ha deciso che voleva recitare? Si immaginava sullo schermo o sul palcoscenico di un teatrino?
Chase Infiniti in una scena della nuova serie I testamenti.
«Avevo dieci anni e avevo appena visto la messa in scena del musical Grease, e c’era una canzone intitolata There Are Worse Things I Could Do, “Potrei fare cose peggiori”. Guardavo Stockard Channing, la ascoltavo rapita, e ricordo di aver pensato: «Mi piacerebbe fare questo per il resto della mia vita». Ed è successo».
I Testamenti, come spesso il mondo descritto da Margaret Atwood, sono un’allegoria della realtà in cui viviamo oggi. Ma in che modo quel mondo riflette il nostro presente? Lei ha commentato di recente: «In fondo non è cambiato nulla da questo punto di vista».
«Già dal primo episodio credo ci si renda conto del fatto che Agnes e le altre ragazze non hanno voce in capitolo né potere decisionale riguardo il loro futuro. È un violento campanello d’allarme relativo alla realtà in cui loro vivono, come a quella che noi stiamo ora vivendo. In più, ci accorgiamo che purtroppo è una situazione sempre più diffusa, sia qui, in America, sia nel resto del mondo».
Quella realtà le dà angoscia?
«Sì, senza dubbio. La cosa mi preoccupa in modo particolare se penso che Margaret Atwood scrisse Il racconto dell’ancella negli anni ’80, traendo materiale dalla Storia. È evidente che non abbiamo imparato granché dalla Storia: mi spaventa proprio questo».