Alle medie peggiora l’italiano. Recuperano le superiori, mentre calano gli abbandoni e migliorano inglese e competenze digitali
La scuola italiana non ha ancora recuperato le competenze perdute negli anni della pandemia. Il Rapporto nazionale Invalsi 2026 mostra criticità che riguardano soprattutto gli apprendimenti di base: quasi quattro bambini su dieci non raggiungono il livello adeguato in matematica alla primaria, mentre alle medie continua a calare la quota di studenti capaci di comprendere correttamente un testo. Migliorano invece i risultati nell’ultimo anno delle superiori, l’inglese e le competenze digitali. Intanto diminuisce la dispersione scolastica, stimata al 7,3% nel 2026.
L’allarme matematica parte dalle elementari
Il segnale più preoccupante arriva dalla scuola primaria, finora considerata uno dei punti di forza del sistema italiano. In quinta elementare raggiunge il livello di base in matematica il 63% degli alunni, contro il 72% del 2019. Quasi quattro bambini su dieci, dunque, non possiedono le competenze considerate adeguate. Il calo rispetto al periodo precedente alla pandemia oscilla tra gli otto e i dieci punti percentuali.
Più contenuta la flessione in italiano. In quinta primaria raggiunge il livello previsto il 73% degli alunni, rispetto al 75% del 2019. “Dobbiamo porre attenzione a questo fenomeno”, ha spiegato il presidente dell’Invalsi Roberto Ricci. “È difficile farlo risalire ad una sola causa”. Nel rapporto viene richiamato anche il cambiamento della popolazione scolastica, legato alle trasformazioni demografiche, sociali e culturali del Paese.
Alle medie cresce la difficoltà di comprendere i testi
Il secondo fronte di criticità è rappresentato dall’italiano nella scuola secondaria di primo grado. In terza media raggiunge un livello adeguato il 57% degli studenti: erano il 59% l’anno precedente e il 62% nel 2021. Il dato segnala una crescente difficoltà nella comprensione della lettura. Sono studenti che hanno frequentato la scuola primaria durante gli anni della pandemia e che non sembrano aver ancora recuperato pienamente le competenze necessarie per comprendere e interpretare un testo.
In matematica i risultati sono sostanzialmente stabili rispetto agli ultimi anni, ma restano lontani dai livelli pre-Covid: la quota di studenti con competenze sufficienti è scesa complessivamente dal 60% al 55%. Persistono inoltre forti differenze territoriali: in matematica raggiunge il livello previsto il 48% degli studenti del Sud e il 40% di quelli del Sud e Isole. In italiano il divario tra Nord e Mezzogiorno è di circa dieci punti percentuali.
Le superiori recuperano, ma restano sotto i livelli pre-Covid
A migliorare, nell’ultimo anno, sono i risultati delle scuole superiori. In italiano gli studenti con competenze adeguate passano dal 52% al 54%; in matematica dal 49% al 52%. Il recupero compensa il brusco calo dell’anno precedente, ma non riporta la scuola ai risultati pre-pandemia. In matematica, nel 2019, raggiungeva il livello previsto il 61% degli studenti.
I progressi più rilevanti si registrano nel Mezzogiorno. In matematica il Sud passa dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41%. In italiano il Sud sale dal 44% al 47%, mentre nel Sud e Isole la quota cresce dal 43% al 47%. Il Nord continua a ottenere risultati migliori, ma la distanza si riduce. Anche Agenda Sud, il programma rivolto alle scuole più fragili, mostra effetti positivi soprattutto in Campania, Basilicata e Calabria. Più deboli i risultati in Sicilia e, in particolare, in Sardegna.
Calano gli abbandoni scolastici
Il dato più positivo riguarda la dispersione. Nel 2025 la quota di giovani che ha lasciato gli studi senza diploma o qualifica professionale è scesa all’8,2%. Per il 2026 l’Invalsi stima un ulteriore calo al 7,3%, al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. Dal 2019 al 2026 la percentuale di ragazzi che arriva al diploma o a una qualifica professionale è passata dall’86,5% al 92,7%.
“Dal 2022 a oggi abbiamo recuperato 520mila ragazzi che non andavano più a scuola, che abbandonavano la scuola. Il tasso di abbandono scolastico scende, secondo le previsioni, dall’8,2% certificato dall’Istat per il 2025, con una stima dell’Invalsi che possa scendere al 7,3% nel 2026: è un risultato straordinario”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Scende al 6,3% anche la dispersione implicita, cioè la quota di studenti che raggiunge il diploma senza possedere competenze sufficienti in italiano, matematica e inglese. Due anni fa era al 6,6%. La riduzione degli abbandoni contribuisce però anche ad abbassare i risultati medi: restano a scuola più studenti fragili, che in passato avrebbero potuto interrompere prima il proprio percorso.
Inglese e digitale, i risultati migliori
L’inglese resiste. In quinta primaria raggiunge il livello A1 il 91% degli alunni nella lettura e l’85% nell’ascolto. In terza media consegue il livello A2 l’83% degli studenti nel reading e il 70% nel listening. Alla fine delle superiori il 63% raggiunge il livello previsto nella lettura e il 48% nell’ascolto.
Positivi anche i dati sulle competenze digitali. In seconda superiore l’80% degli studenti raggiunge almeno un livello intermedio negli ambiti analizzati: informazione e dati, comunicazione, creazione di contenuti e sicurezza. Nell’ultimo anno delle superiori circa due studenti su tre arrivano a un livello avanzato.
Il quadro resta quindi complesso: la scuola riesce a ridurre gli abbandoni, migliora nell’inglese e recupera parte dei divari territoriali. Ma sulle competenze fondamentali, dalla matematica alla comprensione del testo, non ha ancora ritrovato i livelli precedenti alla pandemia. “È come se il sistema si fosse assestato più in basso”, ha osservato Ricci. “Succede anche in altri Paesi, ma non abbiamo una spiegazione”.