Era il 2008 quando Rhytm Paradise approdò in occidente su Nintendo DS. Fu amore a prima vista. I colori, il ritmo, la spensieratezza di quel gioco soprattutto nei pomeriggi estivi al mare è qualcosa che ancora oggi mi porto dentro. Sviluppatore / Publisher: Nintendo EPD e TNX Prezzo: 39,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Solo locale PEGI: 3 Disponibile su: Nintendo Switch 2 Data di uscita: 2 luglio Certo, molti piccoli dettagli di quel titolo non riuscivo a capirli, un po’ per l’età, avevo solo 12 anni, un po’ perché aveva quel sapore di oriente, di cultura tanto lontana per un occidentale cresciuto a pane e film americani. Però che gioco… Potete quindi solo immaginare cosa è stato per me sentire quelle note. Sapere che un nuovo Rhytm Paradise sarebbe uscito. Un nuovo titolo in cui avrei mosso a tempo mani e piedi. Un groove. Un Rhytm Paradise Groove. TUTTO UGUALE Per chi non conoscesse la formula proposta dalla serie Rhythm Paradise, si tratta di giochi musicali divisi in tot “livelli” composti da quattro minigiochi musicali e un remix finale. In questi minigiochi bisogna andare a tempo con la musica, premendo un numero variabile di tasti. Ci sono ovviamente gli input visivi, e su questo Rhythm Paradise Groove è eccezionale, con i suoi personaggi strani e colorati; ma è un gioco musicale, quindi la maggior parte delle indicazioni saranno sonore. Non è un caso, infatti, che durante i minigiochi l’ambientazione cambi e spesso vada a coprire la visuale al giocatore. Questo escamotage serve a far capire a chi si basa troppo sugli elementi a schermo, che deve fare affidamento sulle orecchie e non sugli occhi. Sono giochi da giocare anche ad occhi chiusi. Rhythm Paradise Groove non cambia una virgola, o una nota se vogliamo fare i simpatici. Sembra quasi immobile nel tempo, con anche quel sapore orientale, quelle citazioni squisitamente giapponesi che noi in occidente facciamo fatica a capire. Anche la stessa filosofia, lo stesso stile basato sul gameplay first non è cambiato. Il gioco la fa da padrone. Devi ballare e premere i tasti, e tutto ti suggerisce alla perfezione quando e come devi farlo, sia con i tutorial che poi effettivamente in partita. Nessuna storia, nessun collegamento tra un minigioco e l’altro. Puro gioco che punta a farti giocare e rigiocare fino a che non avrai perfezionato ogni singolo livello, ogni singolo minigioco, ogni singolo remix. E questa cosa io non so se considerarla in modo positivo o in modo negativo. Se da una parte apprezzo la voglia di completismo e l’immediatezza, dall’altro volgo lo sguardo agli emuli recenti di Rhythm Paradise, come Melatonin, e ci vedo un’evoluzione netta della formula, che non stravolge la sua natura giocosa ma che riesce ad appagare anche il mio lato emotivo. Proprio per la sua natura così versatile, Rhythm Paradise Groove si presta ad avere quel tocco in più, quel collegare minigioco dopo minigioco a qualcosa di più grande. Così è solo un’enorme sala giochi dove infili la monetina, scegli il livello e cerchi di fare il punteggio migliore. Non so, forse sto crescendo e per questo non riesco più ad accontentarmi di quello che è un fantastico giocattolo. CON QUALCOSA DI NUOVO Qualche novità c’è però. Per prima cosa la modalità multiplayer fino a quattro giocatori. Sono riuscito a giocarci poco perché trovare altre persone che hanno voglia di venire a casa a giocare ad un gioco musicale è un’impresa, ma per quello che sono riuscito a vedere è un bel delirio. Soprattutto perché sono minigiochi nuovi pensati appositamente per quella situazione lì. Non mi dilungo oltre perché la formula è quella che potreste trovare in un WarioWare ma a ritmo di musica. La parte interessante, invece, sono questi nuovi minigiochi: sempre musicali ma con quel qualcosa in più. Il primo a disposizione, per esempio, è quello di riuscire a riconoscere quale dei conigli sullo schermo sta cantando seguendo la vibrazione dei Joycon. Non chissà quale innovazione, ma comunque interessante. Uno dei più belli, e di cui vi posso parlare perché lo ha mostrato Nintendo durante l’ultimo direct, è quello Dungeon Crawler. Sostanzialmente a ritmo di musica ti fai strada all’interno di un dungeon sconfiggendo nemico dopo nemico e poi il boss finale. Quello che vi posso aggiungere io è che c’è una storia dietro, divisa su più livelli che possono essere sbloccati solo dopo aver sconfitto il livello precedente e aver ottenuto tot medagli. E che so ste medaglie? Direte voi. Le medaglie sono sostanzialmente il premio che otterrete facendo quasi alla perfezione i minigiochi principali. Questo è molto interessante, perché ti spinge a completare il gioco principale non solo per la gloria di aver platinato tutto, ma anche per proseguire con la storia del Dungeon Crawler e sbloccare nuovi livelli sempre più difficili e stimolanti. Ed è per questo, avvicinandoci alla chiusura, che non capisco per quale motivo non si sia voluto fare di più. Rhythm Paradise Groove è un gioco eccezionale; per una nicchia, certo, ma sempre eccezionale, che poteva aggiungere qualcosa per attirare anche chi non mastica questi giochi, magari pescando anche all’interno di Nintendo stessa, usando Super Mario o qualche altra IP. Mancava davvero poco per renderlo perfetto. Peccato. Io ve lo consiglio comunque, ricordandovi, però, che il gioco è disponibile sia su Nintendo Switch che Nintendo Switch 2. Quindi state attenti quando acquisterete in negozio e non dallo store ufficiale. Per il resto, mettetevi le cuffie, accendete la console e immergetevi nel coloratissimo e pazzo mondo sviluppato da Nintendo EPD e TNX. Non ve ne pentirete. In Breve: Rhythm Paradise Groove è il classico gioco alla Rhythm Paradise: Colorato, divertente, musicalmente eccezionale e che ti tiene incollato allo schermo fino a che non completi ogni singolo minigioco. Tolte le gradite aggiunte, però, mi aspettavo un qualcosa in più, visti i tanti anni passati ad attendere il nuovo capitolo. Qualcosa che appagasse sia la mia voglia di completismo che il mio lato emotivo. Così, purtroppo, rimane un incredibile e bellissimo giocattolo. Piattaforma di Prova: Nintendo Switch 2 Com’è, Come Gira: Come gioco è incredibilmente semplice quindi gira alla perfezione sia in portabilità che attaccando la console alla TV.
Era il 2008 quando Rhytm Paradise approdò in occidente su Nintendo DS. Fu amore a prima vista. I colori, il ritmo, la spensieratezza di quel gioco soprattutto nei pomeriggi estivi al mare è qualcosa che ancora oggi mi porto dentro.
Sviluppatore / Publisher: Nintendo EPD e TNX Prezzo: 39,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Solo locale PEGI: 3 Disponibile su: Nintendo Switch 2 Data di uscita: 2 luglio
Certo, molti piccoli dettagli di quel titolo non riuscivo a capirli, un po’ per l’età, avevo solo 12 anni, un po’ perché aveva quel sapore di oriente, di cultura tanto lontana per un occidentale cresciuto a pane e film americani. Però che gioco…
Potete quindi solo immaginare cosa è stato per me sentire quelle note. Sapere che un nuovo Rhytm Paradise sarebbe uscito. Un nuovo titolo in cui avrei mosso a tempo mani e piedi. Un groove. Un Rhytm Paradise Groove.
TUTTO UGUALEPer chi non conoscesse la formula proposta dalla serie Rhythm Paradise, si tratta di giochi musicali divisi in tot “livelli” composti da quattro minigiochi musicali e un remix finale. In questi minigiochi bisogna andare a tempo con la musica, premendo un numero variabile di tasti. Ci sono ovviamente gli input visivi, e su questo Rhythm Paradise Groove è eccezionale, con i suoi personaggi strani e colorati; ma è un gioco musicale, quindi la maggior parte delle indicazioni saranno sonore. Non è un caso, infatti, che durante i minigiochi l’ambientazione cambi e spesso vada a coprire la visuale al giocatore. Questo escamotage serve a far capire a chi si basa troppo sugli elementi a schermo, che deve fare affidamento sulle orecchie e non sugli occhi. Sono giochi da giocare anche ad occhi chiusi.
Anche se è un peccato chiudere gli occhi davanti a tutti quei colori
Rhythm Paradise Groove non cambia una virgola, o una nota se vogliamo fare i simpatici. Sembra quasi immobile nel tempo, con anche quel sapore orientale, quelle citazioni squisitamente giapponesi che noi in occidente facciamo fatica a capire. Anche la stessa filosofia, lo stesso stile basato sul gameplay first non è cambiato. Il gioco la fa da padrone. Devi ballare e premere i tasti, e tutto ti suggerisce alla perfezione quando e come devi farlo, sia con i tutorial che poi effettivamente in partita. Nessuna storia, nessun collegamento tra un minigioco e l’altro. Puro gioco che punta a farti giocare e rigiocare fino a che non avrai perfezionato ogni singolo livello, ogni singolo minigioco, ogni singolo remix.
E questa cosa io non so se considerarla in modo positivo o in modo negativo. Se da una parte apprezzo la voglia di completismo e l’immediatezza, dall’altro volgo lo sguardo agli emuli recenti di Rhythm Paradise, come Melatonin, e ci vedo un’evoluzione netta della formula, che non stravolge la sua natura giocosa ma che riesce ad appagare anche il mio lato emotivo.
Proprio per la sua natura così versatile, Rhythm Paradise Groove si presta ad avere quel tocco in più, quel collegare minigioco dopo minigioco a qualcosa di più grande. Così è solo un’enorme sala giochi dove infili la monetina, scegli il livello e cerchi di fare il punteggio migliore. Non so, forse sto crescendo e per questo non riesco più ad accontentarmi di quello che è un fantastico giocattolo.
CON QUALCOSA DI NUOVOQualche novità c’è però. Per prima cosa la modalità multiplayer fino a quattro giocatori. Sono riuscito a giocarci poco perché trovare altre persone che hanno voglia di venire a casa a giocare ad un gioco musicale è un’impresa, ma per quello che sono riuscito a vedere è un bel delirio. Soprattutto perché sono minigiochi nuovi pensati appositamente per quella situazione lì. Non mi dilungo oltre perché la formula è quella che potreste trovare in un WarioWare ma a ritmo di musica.
Almeno hanno dato un senso ai Joycon staccabili. Gioco solo in portabilità ormai.
La parte interessante, invece, sono questi nuovi minigiochi: sempre musicali ma con quel qualcosa in più. Il primo a disposizione, per esempio, è quello di riuscire a riconoscere quale dei conigli sullo schermo sta cantando seguendo la vibrazione dei Joycon. Non chissà quale innovazione, ma comunque interessante. Uno dei più belli, e di cui vi posso parlare perché lo ha mostrato Nintendo durante l’ultimo direct, è quello Dungeon Crawler. Sostanzialmente a ritmo di musica ti fai strada all’interno di un dungeon sconfiggendo nemico dopo nemico e poi il boss finale. Quello che vi posso aggiungere io è che c’è una storia dietro, divisa su più livelli che possono essere sbloccati solo dopo aver sconfitto il livello precedente e aver ottenuto tot medagli. E che so ste medaglie? Direte voi. Le medaglie sono sostanzialmente il premio che otterrete facendo quasi alla perfezione i minigiochi principali. Questo è molto interessante, perché ti spinge a completare il gioco principale non solo per la gloria di aver platinato tutto, ma anche per proseguire con la storia del Dungeon Crawler e sbloccare nuovi livelli sempre più difficili e stimolanti.
Ed è per questo, avvicinandoci alla chiusura, che non capisco per quale motivo non si sia voluto fare di più. Rhythm Paradise Groove è un gioco eccezionale; per una nicchia, certo, ma sempre eccezionale, che poteva aggiungere qualcosa per attirare anche chi non mastica questi giochi, magari pescando anche all’interno di Nintendo stessa, usando Super Mario o qualche altra IP. Mancava davvero poco per renderlo perfetto. Peccato. Io ve lo consiglio comunque, ricordandovi, però, che il gioco è disponibile sia su Nintendo Switch che Nintendo Switch 2. Quindi state attenti quando acquisterete in negozio e non dallo store ufficiale. Per il resto, mettetevi le cuffie, accendete la console e immergetevi nel coloratissimo e pazzo mondo sviluppato da Nintendo EPD e TNX. Non ve ne pentirete.
In Breve: Rhythm Paradise Groove è il classico gioco alla Rhythm Paradise: Colorato, divertente, musicalmente eccezionale e che ti tiene incollato allo schermo fino a che non completi ogni singolo minigioco. Tolte le gradite aggiunte, però, mi aspettavo un qualcosa in più, visti i tanti anni passati ad attendere il nuovo capitolo. Qualcosa che appagasse sia la mia voglia di completismo che il mio lato emotivo. Così, purtroppo, rimane un incredibile e bellissimo giocattolo.
Piattaforma di Prova: Nintendo Switch 2
Com’è, Come Gira: Come gioco è incredibilmente semplice quindi gira alla perfezione sia in portabilità che attaccando la console alla TV.
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
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