L'ondata di caldo di questi giorni sta mettendo in difficolta tutta Europa, a tutte le latitudini e a tutte le altezze. Persino sui ghiacciai alpini, dove lo zero termico è...
Anche i ghiacciai svizzeri sono malati gravi, a marzo è giunta anche la sabbia del Sahara
di Giuliano Pani
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venerdì 26 giugno 2026, 18:52 - Ultimo aggiornamento: 27 giugno, 13:16
L'ondata di caldo di questi giorni sta mettendo in difficolta tutta Europa, a tutte le latitudini e a tutte le altezze. Persino sui ghiacciai alpini, dove lo zero termico è arrivato sopra i 4.500 metri. Lo afferma Carlo Barbante, di Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università Ca' Foscari di Venezia, riferendosi all'altitudine alla quale la temperatura arriva a 0 gradi, confine che separa la zona dove la neve che cade è maggiore di quella che si scioglie e la zona più a valle dove avviene l'opposto. Sulle Alpi, questa linea che nella seconda metà del Novecento si trovava intorno ai 2.950 metri è ora arrivata in media a 3.300-3.400 metri e il caldo eccezionale di questi giorni l'ha portata ancora più in alto. In pratica poche vette alpine, tra cui il Monte Bianco e il Monte Rosa restano al di sopra dello zero termico, con il fenomeno delle notti tropicali che ormai si avverte anche a quote altissime.
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Rischio stabilità dei ghiacciai. «Scioglimenti ingenti possono provocare cedimenti e - sottolinea Barbante - ci sono ghiacciai che sono costantemente monitorati proprio per questo motivo».
Di conseguenza «la situazione dei ghiacciai alpini è critica, ma per fare un bilancio bisognerà attendere, come sempre, la fine dell'estate», osserva l'esperto. «Il problema è anche che la copertura nivale è molto scarsa e dunque si sta già facendo sentire l'effetto legato alla siccità dei fiumi, comincia a mancare l'acqua», aggiunge Barbante, che è anche coordinatore del progetto europeo Beyond Epica, che mira a ricostruire la storia climatica della Terra grazie a carote di ghiaccio - nelle ultime settimane, anche in alta quota si sono registrate temperature notturne superiori ai 20 gradi, le cosiddette 'notti tropicali', e in alcune zone si sono superati i 30 gradi a più di 800 metri di quota. La vita di un ghiacciaio dipende soprattutto dalla quantità di neve che cade in inverno e da quella che si scioglie in estate. «Si tratta di un delicato equilibrio e i bilanci di massa dei ghiacciai sono sempre più negativi. Negli ultimi tre anni - aggiunge - hanno già perso il 10% della loro massa».

La Svizzera allo stremo. Dal 29 giugno le riserve di neve dei ghiacciai svizzeri saranno esaurite. Da quel momento, ogni litro di acqua di fusione comporterà una riduzione della loro massa di ghiaccio: è il cosiddetto 'Glacier Loss Day', ha comunicato oggi l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (Wsl). L'attuale andamento del ritiro dei ghiacciai segue da vicino quello del 2022, il peggiore finora registrato in Svizzera, precisa il comunicato. Il 2026 non era iniziato bene per i ghiacciai svizzeri e «prosegue ancora peggio», scrive Wsl. Ad aprile il manto nevoso che li ricopriva era in alcuni punti ai minimi storici o, nel migliore dei casi e solo per singoli ghiacciai, nella media. A marzo è giunta la sabbia del Sahara ed attualmente la Svizzera è alle prese con un'ondata di caldo. Nel 2022 il 'Glacier Loss Day' era caduto qualche giorno prima, il 26 giugno. Anche allora in inverno aveva nevicato poco e aveva registrato tre ondate di caldo. Nel 2022 i ghiacciai si sono sciolti più che mai: considerando l'intero anno hanno perso circa il 6% della loro massa. «Con l'attuale ondata di caldo sembra che quest'anno si possano raggiungere valori molto simili», scrive Wsl.