Una leggenda, di nome e di fatto. Ieri alla Cavea dell?Auditorium Parco della Musica è arrivato uno dei nomi più ?pesanti? della stagione, fosse solo per il peso...
Una leggenda, di nome e di fatto. Ieri alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica è arrivato uno dei nomi più “pesanti” della stagione, fosse solo per il peso specifico dei premi collezionati in una lunghissima carriera: 13 Grammy Awards, un Oscar, un Golden Globe, un Emmy e un Tony Award.
Tra le figure più influenti e trasversali della musica contemporanea, e primo maschio afroamericano ad aver raggiunto lo status di Egot (detentore di tutti i maggiori premi teatrali, cinematografici e musicali), John Legend ha scelto Roma come tappa d’apertura italiana di A Night of Songs & Stories, il format intimo con cui il cantautore dell’Ohio ha scelto di attraversare oltre vent’anni di musica alternando esecuzioni al pianoforte e racconti personali. Ad accoglierlo - lo spettacolo è stato fin da subito sold out - il calore del pubblico della cavea e degli ammiratori del musicista. Ad applaudirlo, tra gli altri, l’ad della Fondazione Musica per Roma, Raffaele Ranucci, con Francesco Gaetano Caltagirone, presidente del Gruppo Caltagirone, e la compagna Malwina Kozikowska.
IL SALUTO
Dopo la data romana, Legend sarà a Lucca il 5 luglio, a Marostica il 6 e a Ostuni il 24 luglio, in un tour che conferma un legame ormai consolidato con il pubblico italiano: «È bellissimo essere ritornato qui a Roma», ha detto aprendo lo show, «dopo questa sera potrete dire di conoscermi ancora meglio». Non è infatti la prima volta nella Capitale: nel 2024 aveva suonato alle Terme di Caracalla, mentre lo scorso settembre era stato tra i protagonisti di Grace for the World, il grande concerto in Piazza San Pietro diretto da Pharrell Williams e Andrea Bocelli. Un legame che passa anche da dettagli più leggeri, come la sua nota passione per la cacio e pepe, raccontata dalla moglie Chrissy Teigen (ieri in cavea con i due figli), che ha contribuito a costruire un rapporto familiare con la città.

Sul palco della Cavea Legend si è presento da solo, seduto al pianoforte, senza effetti speciali o trovate spettacolari. Un impianto essenziale, per lasciare spazio alla voce e alla narrazione: ogni brano è introdotto da un ricordo, un aneddoto, un frammento di vita. È un modo per rileggere la propria storia musicale in forma diretta, quasi confidenziale, riportando le canzoni alla loro origine. In scaletta ci sono alcuni dei momenti più riconoscibili del suo repertorio: da Ordinary People, la canzone che nel 2004 lo impose come una delle nuove voci del soul contemporaneo, a All of Me, diventata un successo globale da miliardi di streaming e dedicata alla moglie. Non mancano Glory, il brano con cui ha vinto l’Oscar per la colonna sonora del film Selma, e Tonight (Best You Ever Had), insieme a una serie di reinterpretazioni che hanno segnato il suo percorso dal vivo.
I RIFERIMENTI
Tra queste, alcune cover che raccontano la sua formazione e i suoi riferimenti: da Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel a Dancing in the Dark di Bruce Springsteen, fino a riletture di classici come Aretha Franklin, Stevie Wonder e Marvin Gaye. È proprio in questi passaggi che lo spettacolo si sposta dal concerto alla narrazione, trasformando il repertorio in una sorta di autobiografia musicale.
Non mancano i capitoli più personali. All of Me, in particolare, porta con sé anche la storia privata dell’artista e della moglie, segnata dalla perdita di un bambino nel 2020 e dal successivo percorso familiare che ha visto la nascita di altri due figli. Un dolore che Legend ha raccontato anche attraverso la musica, con brani come Stardust, e che diventa parte integrante della dimensione emotiva del concerto. Dalla prima esperienza nel gospel a Springfield fino alla consacrazione internazionale, passando per collaborazioni, premi e attività nel cinema e in tv (ha recitato nel musical Oscar La La Land, in Crow The Legend, è stato protagonista e produttore dello show tv Jesus Christ Superstar Live in Concert) John Legend ha costruito una carriera che lo proietta oltre la musica - direttamente nell’Olimpo delle leggende.
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